Vallone Calabrese: Incapacità della classe amministrativa potentina o altro? di Pio Abiusi

Vallone Calabrese: Incapacità della classe amministrativa potentina   o altro?  di Pio Abiusi

Vallone Calabrese con il sito dell'ex inceneritore

La classe politica che amministra il comune di Potenza ha perso quell’assessore Pepe che  sembrava competente  e capace e c’è  stato  uno stallo. Solo da poco è stato nominato un nuovo assessore all’ambiente ma appare inesperto. Il Sindaco De Luca dovrà ripiegarsi ed assumere direttamente la gestione della vicenda perchè le scadenze incombono ed egli è capace di venirne fuori . Certo deve fare anche delle scelte coraggiose per organizzare la squadra amministrativa chiaramente non all’altezza del compito.

Era il 13 Novembre 2014 quando il Parco dell’Appennino Lucano con sua ordinanza dispose la sospensione dell’attività del centro di trasferenza di Aia dei Monaci a Tito. E’ crisi, titola la stampa, per i  27 comuni del bacino centro. La Provincia, in realtà, riorganizza il flusso  ed  i rifiuti vengono convogliati  direttamente in discarica: Venosa, Atella, Sant’arcangelo.

Quel centro di trasferenza nacque nel 2008 , dalla sera alla mattina, quando chiuse la discarica di Pallareta, sequestrata più volte per percolamento illecito ed inquinamento delle falde. Dal  centro di Tito partì “monnezzopoli”,  il Comune di Potenza  e molti altri soggetti si sono costituiti parte civile. L’indagine condotta dal NOE di concerto con la Procura calcola un danno prodotto alle finanze pubbliche per 4,5 Meuro ed il danno per il Comune di Potenza è stimato in 3 Meuro. Dopo qualche giorno  il  Tar  ha annullato l’ordinanza emessa dal Parco ed il centro di trasferenza  potrebbe tornare ad operare. La Provincia di Potenza non modifica  la sua  e non lo si riutilizza, si aspetta la apertura di quello di Vallone Calabrese; la stazione  di trasferenza di  Potenza oggi diventa vitale  perchè dovrà ricevere i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.

 Della stazione di Vallone Calabrese si parlava già in una determina della Provincia del 31-1-13 ma l’amministrazione Santarsiero lasciò correre il tempo inutilmente, molto impegnata? Solo alla sospensione dell’attività di quella in essere ad AIA dei Monaci c’è una impennata con l’amministrazione De Luca  appena insediata, validissima riesce l’azione dell’assessore Pepe,  il 4-12-14 con delibera di giunta regionale il Comune riceve 300 mila euro  per completare il centro. La provincia per autorizzare l’apertura richiede che vengano monitorato il   suolo e le falde. L’assessore Pepe assume altro incarico politico e  gli uffici vanno in ferie. Si arriva, così, ad Ottobre per spendere i rapporti di prova. Sono stati eseguiti 15 top-soil solo uno dà valori eccedenti il CSC per il rame. I valenti dirigenti comunali emettono un  divieto di accesso al sito, siamo a Chernobyl di notte sognano bambini deformi. Quella eccedenza di rame potrebbe essere determinata  anche da batterie sotterrate anni addietro. Va, semplicemente, compiuto uno scavo sul punto dove si è verificata l’anomalia sopra soglia e verificare l’accaduto. Si  perde altro  tempo. Di documentazione riveniente dall’ acceso agli atti presso gli  uffici del Comune di Potenza  neppure l’ombra, è   materia ostica. La Provincia di Potenza fornisce tutta la documentazione utile e si viene a conoscenza che sono stati realizzati 4 pozzi piezometrici, forse, perchè i rapporti esistenti sono solo 3 e si  presume che quello relativo al bianco si sia perso per strada. La provincia di Potenza , in un clima di collaborazione dettato anche dalla competenza dà alcune direttive ovvie: individuare la falda e la profondità della stessa e conoscere la profondità alla quale  sono stati realizzati i piezometri, la rete piezometrica andrà ampliata per meglio conoscere la situazione e bisognerà mettere in sicurezza l’area; successivamente verranno le fasi previste dal cosiddetto decreto ambiente- 152/06-. Se si comincia a lavorare alacremente  è possibile che la stazione di trasferenza sia pronta nei primi mesi del 2016 ma occorrerà quella  professionalità che in Comune non c’è.

Il buon sindaco De Luca dovrà rimboccarsi le maniche e divenire il capo mastro di un cantiere che fa acqua da tutte le parti. Mancando il Bianco è difficile capire la storia del luogo ma c’è Arpab che è in possesso dei  monitoraggi  “storici “ed è facile ricostruire il passato. Buon lavoro.

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