Un ufficio postale a Macchia Romana

Un ufficio postale a Macchia Romana

MACCHIA ROMANA

Articolo pubblicato su Controsenso Basilicata del 31 agosto 2019

Macchia Romana, per anni simbolo di “quartiere dormitorio” , ha visto rallentare significativamente  il tumultuoso sviluppo edilizio, sviluppatosi, disordinatamente, subito dopo il terremoto del 1980, ha sempre dovuto fare i conti con tante emergenze, come per esempio il ritardo con cui sono stare eseguite le opere di urbanizzazione, a cominciare dalle strade ed i marciapiedi che ancora oggi non sono state ultimati.

Macchia Romana è il quartiere con il più alto numero di abitanti della città ma è quello dove i servizi primari continuano a latitare. Solo da pochi anni è stata aperta la chiesa ma i locali parrocchiali non sono stati completati, il Parco Elisa Claps riesce a malapena a soddisfare la voglia di verde e di svago dei residenti ma a pochi anni dall’apertura la collinetta “verde” versa nel degrado. Mancava la farmacia ma ora ce ne sono due, i supermercati a disposizione degli abitanti sono tre. Nonostante il numero di abitanti in età scolastica sia rilevante a Macchia Romana non esiste un asilo o una scuola. Non c’è uno sportello bancario né uno postale. Soprattutto la mancanza di un ufficio postale è molto sentito fra i residenti, qualcuno fa notare che gli uffici postali sono presenti in Comuni di poche centinaia di abitanti mentre le migliaia di residenti a Macchia Romana, che renderebbero economicamente “remunerativo” lo sportello a Poste Italiane, sono costretti a recarsi negli uffici postali limitrofi  distanti molte centinaia di metri per effettuare il pagamento delle bollette o servirsi dei tanti servizi postali offerti al cittadino.

Sono anni che a Macchia Romana chiedono di avere il “loro” ufficio postale, sembrava che le tante promesse fatte da politici e dirigenza di Poste Italiane stessero per diventare realtà ma poi non si è concretizzato nulla.

Con il tempo Poste Italiane ha visto spostare nelle regioni limitrofe i centri decisionali ed appare ancora più difficile dialogare con i vertici aziendali.

Fra le tante iniziative intraprese per portare  un ufficio postale a Macchia Romana ci fu una presa di posizione della CGIL che nel 2017 ribadì a Poste Italiane la necessità di dotare il quartiere di Macchia di un ufficio postale specificando che oltre alle migliaia di residenti il quartiere ospita il più grande Ospedale regionale e la sede principale dell’Università di Basilicata; sono passati tre anni ma la richiesta di CGIL è caduta nel vuoto.

Sollecitati da alcuni residenti abbiamo cercato un contatto con la sede lucana di Poste Italiana interpellando il Dr Antonio Fiaschetti responsabile per la Basilicata che però ci ha rinviato al responsabile per la Comunicazione, struttura non presente in Basilicata, contattato il Dr Vezio Ventricelli che opera da Bari ci fa sapere: “posso anticipare che la richiesta degli abitanti del quartiere Macchia Romana è stata già presa in considerazione e rientra in un tema di stretta attualità in Poste Italiane, nella prospettiva di miglioramento dell’offerta, che prevede la rimodulazioni degli uffici postali a doppio turno e il riposizionamento degli sportelli nel modo più coerente agli aggregati urbani”. Facciamo notare al gentile e disponibile interlocutore che sarebbe opportuno dare un impegno temporale più preciso alle generiche rassicurazioni ed il dr Ventricelli  comunica che “rispetto agli anni passati, con il nuovo management, c’è  la massima attenzione verso le esigenze del territorio e lo dimostrano iniziative quali i “10 impegni per il Piccoli Comuni” o come il recapito esteso al pomeriggio e al sabato con un notevole rafforzamento del servizio di consegna dei pacchi. Non appena verrà implementato il riposizionamento degli uffici postali a Potenza sarà nostra cura comunicarlo”.

Abbiamo contattato la segreteria regionale della Basilicata della SLC – CGIL che per bocca di Antonio Greco rilascia una dichiarazione in cui ribadisce la necessità di dotare il quartiere di Macchia Romana di un ufficio postale: “la SLC CGIL Basilicata assieme alla RSU SLC Poste Potenza si è fatta promotrice, già nel maggio 2017, di una proposta che riguarda nello specifico l’apertura di un nuovo ufficio postale nel popoloso quartiere di Macchia Romana a Potenza. La proposta è stata man mano reiterata inseguendo le diverse riorganizzazioni aziendali, fino all’attuale che vede la Basilicata inserita nella Macro Area SUD con sede a Napoli, insieme alla Campania, Puglia e Calabria.

Come sindacato farsi carico di iniziative propositive significa non aspettare e sfidare l’azienda sulle sue politiche di riorganizzazione continua che vedono sempre più chiusura di attività e espulsione di forza lavoro. Citiamo, ad esempio, il nuovo Progetto Recapito che ha eliminato in Basilicata oltre 80 zone di recapito.

Le politiche industriali e di sviluppo delle aziende di servizio quali Poste Italiane Spa, non possono non essere correlate e conformate alle reali esigenze dei territori in cui operano.

In questo senso riteniamo fondamentale per un azienda verificare, ed eventualmente riprogrammare, i propri insediamenti produttivi in base alle dinamiche di alta densità di popolazione, presenza di strutture pubbliche, attività commerciali e forti politiche di investimento pubblico e rilancio produttivo, linee di sviluppo industriali e turistico armonizzando la propria infrastrutture di rete per l’efficienza e l’efficacia dell’intero territorio. Si aggiunge a ciò come non può altresì sfuggire alle valutazioni aziendali l’eventuale ricomposizione urbana e i relativi nuovi agglomerati, che spesso vedono, soprattutto nei grandi centri, un allargamento demografico dal centro alla periferia con la nascita, in alcuni casi, di veri nuovi grandi quartieri. In definitiva una periodica valutazione degli attuali piani regolatori degli uffici postali dovrebbe essere sempre oggetto costante da parte aziendale.

Riteniamo sia anche interesse del sindacato proporre soluzioni che, rendendo più efficiente e produttiva l’azienda poste in Basilicata, preservino al tempo stesso il personale da possibili rischi occupazionali spesso legati a incerte gestioni produttive o a stagnazioni progettuali.

Pertanto riteniamo che vadano immediatamente messe in campo iniziative finalizzate all’apertura di un ufficio postale nell’ormai popoloso quartiere di Macchia Romana a Potenza – sede, tra l’altro, dell’Azienda Ospedaliera San Carlo dell’Università degli Studi di Basilicata frequentate giornalmente da migliaia di utenti – che può rappresentare per Poste Italiane un buon motivo di investimento e sopperire per i cittadini ad una carenza di servizi più volte manifestata. 

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