Tra santi e mandarini ci sta pure uno zebù, l’ultimo libro di Angelomauro Calza

Tra santi e mandarini ci sta pure uno zebù, l’ultimo libro di Angelomauro CalzaTra santi e mandarini ci sta pure uno zebù, l’ultimo libro di Angelomauro Calza

presentazione 13 dicembre (3)

Due presentazioni in 10 giorni, dello stesso libro nella stessa città, è circostanza inusuale, il libro ha un titolo intrigante, “Tra santi e mandarini ci sta pure uno zebù”, l’autore è l’eclettico, ironico e satirico Angelomauro Calza, scrittore e giornalista di lungo corso oltre che direttore della testata giornalistica sul web Angelomà.

La “vernice” c’è stata venerdì 13 dicembre presso il Biolab di Pace Bio nell’ambito della Festa della Parola organizzata dall’Associazione “Letti di sera” ed inserita negli eventi del “Natale in città”, la replica il 23 dicembre nel noto locale Main street dove è stato il giornalista della sede RAI della Basilicata, Igor Uboldi, a condurre la serata. Nel corso della presentazione del 13 dicembre c’è stato un simpaticissimo siparietto  fra l’autore ed il suo amico meteorologo Germano Di Leo che per l’occasione ha lasciato da parte perturbazioni e previsioni per dialogare con Angelomauro Calza.

Il libro è un susseguirsi di racconti legati all’età giovanile dell’autore che si svolgono nel paese natale, Chiaromonte, e con riferimenti al periodo in cui, per ragioni di studio, egli ha vissuto ad Ercolano.

Sveliamo il mistero del titolo stravagante, il santo è sant’Uopo che si venera a Chiaromonte, un santo  perché ufficialmente ancora non proclamato ma che è assurto agli onori della cronaca nazionale proprio  per questo motivo, i mandarini non sono quelli del metapontino ma si tratta di un medico  di origini chiaromontesi  diventato dignitario per nomina  dell’imperatrice cinese all’inizio del secolo scorso,  mentre lo zebù è nominato per aver l’autore ingurgitato il suo sterco in occasione di un episodio legato al tempo in cui egli studiava veterinaria in quel di Napoli.

E’ impressionante constatare quanti chiaromontesi sono diventati famosi nel mondo, nei 23 episodi di cui è composto il libro vengono svelati episodi e storie di persone originarie di Chiaromonte che hanno fatto fortuna lontano dal piccolo paese lucano a cominciare dal dottor Ludovico Nicola Di Giura che in Cina divenne Mandarino e quando tornò in paese nel ventennio fascista fu nominato Podestà. Fece fortuna in Argentina un altro chiaromontese, Vincenzo Dursi, che nel paese sudamericano operò come costruttore e dove ricevette numerose onorificenze. Figlio di un chiaromontese emigrato negli USA , Michael Maltese, un pioniere dei cartoon che collaborò con le più importanti case produttrici cinematografiche dell’epoca. Era originario di Stigliamo Jimmy Savo di cui Angelomauro Calza ricostruisce una lunga e prestigiosa carriera cinematografica. Non tutti i chiaromontesi divennero famosi per essersi distinti nel mondo del lavoro o per altri meriti, alcuni di essi andarono a dare man forte alla malavita americana, è il caso di Cialì che fece da autista a Luky Luciano ma venne beccato alla prima impresa criminosa e venne rimandato nella sua Chiaromonte ad espiare la pena, o come Domenico Cataldi che ufficialmente era un lustrascarpe ma che aveva un tenore di vita che la diceva lunga sul tipo di entrate, ebbene egli fu ucciso da una emigrata di origini ferrandinesi da lui sedotta ed abbandonata. Apprendiamo che un chiaromontese, Mario Armenti, incisore, in qualità di dipendente della Zecca di Stato,  è stato  il creatore della riproduzione del retro delle 20.000 lire, tale circostanza induce un amico dell’autore a manifestare lo stupore circa il numero di persone famose originarie di Chiaromonte: “ E che cazz! Mò pur chill ra ventimila lire? Uanim! Tutt stà gent ci stà o’ paes’ tuoje?”.

presentazione 13 dicembre (2)

Ovviamente non si parla solamente di personaggi più o meno famosi originari di Chiaramonte, nei vari episodi è raccontata la vita in un piccolo paese di provincia con gli occhi dei giovani del tempo, Angelomauro Calza, con lo stile ironico che lo contraddistingue, delizia il lettore con episodi che evidenziano talvolta l’incoscienza giovanile in un contesto sociale dove per divertirsi bastava davvero poco.

Calza nel corso della presentazione ha dichiarato con commozione che “il libro é un atto d’amore verso Il mio paese natio, Chiaromonte, la mia regione, la Basilicata, e i luoghi partenopei della prima fase mia vita. Le storie che racconto devono restare a testimonianza dei protagonismi lucani nel mondo”.

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