Subito leggi e normative per tutelare la salute

Subito leggi e normative per tutelare la salute

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La carenza di normative emesse a tutela  della salute in Italia è inquietante, riporto qui di seguito una nota di ARPAB che commenta un articolo dell’ottima Mariateresa Labanca su Il Quotidiano della Basilicata di oggi.

Vengono citati i casi dell’H2S sprigionato dalle lavorazioni degli idrocarburi e dell’acqua con tracce di idrocarburi trovate nelle condotte del comune di Tito.

Io ci aggiungerei pure le carenze normative relative a molti inquinanti che fuoriescono dalle ciminiere degli inceneritori e delle fonderie. In occasione della divulgazione dei dati di due campagne di monitoraggi effettuati nei pressi della Siderpotenza da ARPA Puglia per conto di ARPAB,  per far comprendere la pericolosità delle sostante trovate nei deposimetri si sono dovuti comparare i dati non con i limiti imposti dalle Leggi ma con valori guida internazionali o con dati pubblicati in occasione di studi eseguiti in realtà analoghe.

Che si colmi subito questo vuoto legislativo.

 Comunicato ARPAB

Abbiamo letto con piacere la Riflessione di Maria Teresa Labanca su “Il quotidiano  della Basilicata” di oggi 12/02/2014 dal titolo “Dagli idrocarburi nell’acqua all’H2S: quel vuoto di norme che va colmato”, perché dimostra di aver compreso bene i termini della questione a proposito delle normative italiane riguardo all’acqua potabile e alla presenza di idrocarburi, ma anche alle emissioni di H2S ed estrazioni petrolifere. Il caso della presenza di idrocarburi nell’acqua potabile di Tito ci fa interrogare su queste “carenze” normative a cui la politica potrebbe e dovrebbe dare risposte.

Se il D. Lgs. 31/2001 non prevede tra i parametri da controllare nelle acque potabili gli idrocarburi, perché l’Amministrazione regionale, che ancora non si è dotata di un Piano di tutela delle acque, non prende l’iniziativa e legifera su questi temi?

Questo è il dibattito che ci interessa si apra nel mondo scientifico e di conseguenza in quello politico e amministrativo. L’intero  mondo scientifico ( Università, CNR, Enti di Ricerca, ISS, Agenzie per l’Ambiente etc…) dovrebbe concentrarsi sullo studio di queste tematiche e fornire agli amministratori locali tutti gli elementi necessari per poter dare norme più precise riguardo alle specifiche problematiche ambientali del territorio lucano.

 

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