SONO SICURI I PONTI POTENTINI?

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ponte chianchetta (8)

La tragedia di Genova con il ponte Morandi caduto ha scatenato un putiferio, anche se lo si sapeva da tempo che il cemento armato ha una vita media intorno ai 50 anni, all’improvviso ci si ricorda che negli anni del boom economico in Italia vennero realizzate molte infrastrutture viarie con annessi ponti e viadotti, moltissimi di essi  hanno quindi raggiunto e superato abbondantemente  l’età dei cinquant’anni e se non sono stati oggetto di manutenzione sono a rischio collasso.

Anche in Basilicata l’opinione pubblica è molto preoccupata e le segnalazioni riguardanti strutture malconce abbondano, sui quotidiani locali da ferragosto in poi abbiamo potuto contemplare le immagini di piloni ed impalcati con ferri scoperti e arrugginiti, sono sorti comitati spontanei di cittadini che sollecitano urgenti interventi su ponti e viadotti di strade di grande comunicazioni e finanche su strade comunali. La Provincia di Potenza si è attivata per fare un primo, pur se non approfondito, censimento delle strutture che insistono sulla viabilità provinciale, il Presidente Nicola Valluzzi informa che sono state  178 le opere sottoposte a “monitoraggio di primo livello” da parte del personale dell’Ente il cui esito è stato trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti specificando che per mettere in sicurezze le strutture malmesse occorrono non meno di 90 milioni di euro.

Anche nella città capoluogo di regione è scattato l’allarme e la preoccupazione per lo stato di salute di alcuni ponti e viadotti. Com’è la situazione a Potenza? Qual è la consistenza di ponti,  viadotti, cavalcavia? Volendo fare una sorta di censimento si deve cominciare dai ponti che collegano le sponde dei corsi d’acqua che attraversano la città, in particolare il fiume Basento e i torrenti che in esso confluiscono, il Gallitello ed il Tora. Ci sono poi da considerare i ponti ed i cavalcavia della rete ferroviaria, quella statale, RFI, e quella locale, FAL. Occorre altresì considerare una serie di ponti e viadotti realizzati per raccordare strade cittadine.

Stava combinato davvero male il Ponte di Montereale, realizzato in epoca fascista negli anni trenta del secolo scorso, quindi con molti più anni dei 50, età  oltre la quale il cemento armato comincia a presentare criticità, per alcuni anni è stato avvolto da impalcature, poi, reperiti i fondi, i lavori per il suo rifacimento sono iniziati ad agosto 2016, dovevano durare circa 400 giorni ma a due anni dall’inizio dei lavori ancora non si capisce quando possono terminare. Ha oltre  40 anni il ponte Musmeci, anch’esso in cemento armato, gioiello dell’architettura moderna sottoposto a tutela dalla soprintendenza; anche il Musmeci non se la passa bene perché da quando è stato costruito non ci si è preoccupati di sottoporlo alle dovute cure, esso venne realizzato dal Consorzio ASI ma da quest’anno è passato al Comune di Potenza che ha stanziato oltre tre milioni di euro rivenienti  dal PO FESR Basilicata 2014-2020 attraverso l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) per lo sviluppo urbano della Città di Potenza, si è in attesa che si predisponga il progetto, ma ci vorranno almeno altri quattro anni per la realizzazione dell’intervento, sperando che i tempi previsti vengano mantenuti. Ha retto bene per molte centinaia di anni il ponte romano di San Vito, dopo l’ultimo restyling di una ventina d’anni fa aveva cominciato a perdere qualche pezzo ma di recente le storiche pietre sono tornate al loro posto, non tutte, qualcuna se l’è portata a valle una delle periodiche piede del Basento.

ponte chianchetta (4)

Fra i ponti ed i viadotti costruiti in città nel secolo scorso ce ne sono alcuni che mostrano segnali di decadimento, in particolare il viadotto che collega rione Francioso a Rione Lucania presenta preoccupanti segni di degrado, quasi tutti i piloni mostrano i ferri arrugginiti e in qualche caso i tondini di ferro sono stati mangiati dalla ruggine. Ferri scoperti anche sul ponte che scavalca il Basento nei pressi del viadotto Musmeci e sul ponte di via dell’Idraulica, proprio di fianco a Ponte San Vito, sul ponte all’inizio di via del Gallitello all’incrocio con via del Seminario Maggiore e via Isca del Pioppo. Non mostrano evidenti segni di degrado i viadotti ed i ponti costruiti più di recente. Pare che reggono bene ponti e cavalcavie ferroviari.

Il Comune di Potenza non è stato con le mani in mano ed ha effettuato con i propri tecnici una serie di verifiche che hanno portato a stilare un elenco di interventi sui seguenti ponti: ponte sul Basento vicino il Musmeci, ponte sul Basento all’incrocio con via Isca del Pioppo e via del Seminario Maggiore, il ponte Di Giura a Parco Aurora, il ponte che collega rione Francioso a Rione Lucania, il ponte sul Basento in via della Tecnica, un ponte su una strada comunale in c.da Giarrossa nei pressi della località Case Palese. Si è inoltre deciso di intervenire anche sui alcuni fossi che in occasione di piogge abbondanti non riescono a contenere la massa d’acqua che si abbatte al suolo: in via del Gallitello vicino il bar K2, in contrada Verderuolo  nel vallone di Santa Lucia, a San Luca Branca, a Malvaccaro e sul fosso che fa più danni da anni, il famigerato “canale” di via dei Mille che provvede ad allagare rione Betlemme con allarmante frequenza. Il conto presentato dal Comune di Potenza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti assomma a 12.200.000 euro, si spera che da Roma provvedano a far pervenire almeno una parte di questa cifra.

ponte sul basento

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