Siderpotenza, vita impossibile per i rumori

Siderpotenza, vita impossibile per i rumori

CAMINO + CASE

Durante la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Potenza uno dei temi più trattati è stato quello relativo alla compatibilità della presenza della Siderpotenza in una zona diventata residenziale. Varie le prese di posizione dei candidati sindaci, noi prendiamo in considerazione le dichiarazioni di Dario De Luca che ha vinto le elezioni ed è diventato Sindaco.

Nel rimarcare che le precedenti Amministrazioni comunali hanno consentito l’espansione abitativa nei paraggi dell’impianto siderurgico senza tener conto del tipo di lavorazione  praticato dallo stabilimento, l’ing. De Luca sarebbe favorevole a delocalizzare la fonderia se si dimostrerà che la lavorazione dei metalli avviene superando i limiti di legge per i vari inquinanti che fuoriescono dai camini. Una presa di posizione impeccabile e che dovrebbe far stare tranquilli gli abitanti di Bucaletto e Betlemme che convivono con la Siderpotenza da molti anni.

Il problema però è di capire se e quanto  effettivamente la Siderpotenza produce o meno sostanze pericolose per la salute umana e per l’ambiente circostante.

La gente è sempre più sfiduciata nei confronti delle Istituzioni ed in particolare di quelle deputate ai controlli, ARPAB ed ASP in particolare.

Nei mesi scorsi c’è stato un vergognoso balletto sui dati sulla qualità dell’aria nei paraggi della ferriera, prima vengono diffusi dati inquietanti sull’emissione delle diossine, successivamente dopo un paio di mesi, a seguito di un nuovo monitoraggio,  la diossina sparisce come per magia e si rimanda ad altre campagne di monitoraggi per capire qual è l’effettiva consistenza dei principali inquinanti che fuoriescono dai camini della SiderPotenza.

Il direttore dell’ARPAB intervistato da Controsenso assicurava, pochi mesi fa,  che nonostante l’AIA rilasciata dalla Regione Basilicata prevede solo tre campagne di monitoraggio all’anno, l’ARPAB si impegnava ad attuare un monitoraggio in continuo.

L’Assessore Regionale all’Ambiente Berlinguer, che aveva rassicurato  gli abitanti di Bucaletto che la Regione Basilicata si sarebbe impegnata per mettere in campo tutte le strategie atte a limitare i danni alla popolazione , prevedendo, fra l’altro, di far  analizzare da subito  i fumi direttamente alle bocche dei camini; ad oggi si ignora se le strumentazioni sono state posizionate e, in tutti i casi, non vengono forniti dati. Alla faccia della tanto strombazzata trasparenza.

A fine febbraio il Direttore dell’ARPAB Raffaele Vita riferiva che l’ARPAB Puglia, chiamata ad analizzare quanto raccolto dai deposi metri, avrebbe comunicato a giorni il responso relativo  ai dati della quarta campagna di monitoraggio, sono trascorsi circa quattro mesi e di questi dati si sono perse le tracce. Altro che monitoraggio in continuo. Logico, quindi che la fiducia della gente nei confronti dell’ARPAB viene meno e la diffidenza nei confronti delle Istituzioni sale.

A Bucaletto si domandano che fine hanno fatto i progetti per lo screening sanitario promesso dall’Assessore Berlinguer. Tutto tace mentre i fumi continuano a fuoriuscire copiosi ed i rumori non cessano.

Già,  i rumori, qualcuno ci ha chiesto di passare una nottata in uno degli appartamenti delle “torri gemelle” da poco consegnati alle famiglie che li hanno acquistati dall’ATER.  Per ovvi motivi non possiamo passare la nottata nelle case altrui ne tantomeno è igienico passare la nottata all’addiaccio però per un paio di giorni siamo stati per qualche ora a Bucaletto nei pressi delle “torri gemelle” che fanno da barriera alle emissioni sonore provenienti dalla fabbrica.

Il fumo eruttato dalle ciminiere non era molto, altro fumo usciva dai lati ma il rumore era continuo, incessante, fastidioso. Siamo stati in alcune abitazioni del fabbricato ATER e chi ci abita ci ha confermato che è difficile convivere con quel frastuono. Di notte è ancora peggio anche perché abbiamo appurato che proprio nelle ore notturne gli altiforni funzionano a pieno regime in quanto il costo dell’elettricità è molto minore. Con le giornate di caldo è impossibile tenere aperte finestre e balconi.

Negli anni le proteste di chi vive nei pressi della Siderpotenza si sono “concentrate” sulla qualità dell’aria e sulle polveri che si depositano tutt’intorno, anche se  tutti hanno sempre lamentato il forte rumore non ci sono state risposte convincenti da parte di chi ha il compito di controllare se il frastuono rientra nei limiti stabiliti dalle normative.

Una legge dello Stato, la n° 477 del 1995, stabilisce i princìpi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico e che stabilisce i limiti di accettabilità del rumore nell’ambiente esterno, in teoria il rispetto di questa legge dovrebbe tutelare la popolazione costretta a vivere nei pressi di stabilimenti che producono una rumorosità molesta.

Sul sito internet di ARPAB non si accede a notizie relative al livello di rumorosità provocato dalle lavorazioni della Siderpotenza, il Comune di Potenza non ha adottato il Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA), una sorta di piano regolatore delle sorgenti acustiche, un atto tecnico-politico che dovrebbe, fra l’altro, suddividere il territorio comunale in aree acusticamente omogenee per prevenire l’inquinamento acustico, ma ha emanato, all’inizio del 2013,  un “Regolamento  per la tutela dall’inquinamento acustico” che in buona sostanza ricalca il PCCA adottato dagli altri Comuni. Il Regolamento demanda all’ARPAB e alla Polizia Locale il compito di effettuare i controlli mentre le sanzioni per il superamento dei limiti sono stabilite dalla legge nazionale.

Non essendo stata fatta la classificazione acustica  per  aree omogenee (prevista dal PCCA) onde  verificare eventuali violazioni della normativa bisogna prendere in considerazione una tabella che fissa dei limiti in base a 4 classificazioni del territorio, i valori del rumore misurato in decibel sono riferiti al giorno (6.00 – 22.00) e alla notte (22.00 – 6.00). In base a questa tabella, se si tiene conto che l’area interessata alle emissioni sonore è da classificare “esclusivamente industriale”, i valori limite di rumore sono di 70 d(B) A sia di giorno che di notte, se invece bisogna considerare che la zona non è più “esclusivamente” industriale i valori da non superare sono 65 d(B)A di giorno e 55 d(B)A di notte.

Non essendoci dati ufficiali da parte delle Istituzioni le lamentele di chi vive vicino alla ferriera cadono nel vuoto, fra l’altro, considerato che la fabbrica lavora più intensamente di notte, bisogna accertare se il livello di rumorosità è più basso così come stabilisce la normativa. Abbiamo tentato, utilizzando un’applicazione per tablet android, di effettuare una misurazione “artigianale” nei pressi dell’autolavaggio all’ingresso di Bucaletto; ebbene in una mattinata di sole con la fabbrica in funzione abbiamo misurato valori intorno ai 90 d(B) A, il rumore potrebbe essere stato influenzato anche dal traffico sulla Basentana e, in tutti i casi, coloro che abitano lì vicino assicurano che la notte il rumore è notevolmente più forte.

Sarebbe il caso che oltre alla misurazione della qualità dell’aria si verifichi la rumorosità dell’impianto anche perché a breve a protestare ci saranno anche le 100 famiglie che occuperanno le nuove case che l’ATER ha quasi completato.

Chi vive invece dalle parti di rione Betlemme segnala che oltre al rumore si deve verificare se la Siderpotenza è autorizzata a stoccare grosse quantità di granella a cielo aperto nei piazzali della ex Mahle.

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