Senza speranza…

I n Italia stiamo combinati male, malissimo, in Basilicata peggio.

La crisi devastante che sta sfregiando la vita a milioni di italiani è ben lungi dall’essere debellata, un governo formato da partiti nemici, un mafioso, Silvio, che ha un concetto privato della democrazia dove le regole devono adattarsi alle sue particolari esigenze, un parlamento ingessato che non produce leggi utili ai cittadini, una tassazione stratosferica sia per le imprese e, soprattutto, per i cittadini, un cortocircuito che affossa le speranze di rinascita. Il tempo passa e il classico cerino si consuma passando di mano in mano, e prima o poi qualcuno si scotterà e quel qualcuno siamo noi, la gente comune.

L’incertezza ci logora e contribuisce ad aumentare la sfiducia dei “mercati” nei confronti dell’Italia e qualcuno dice che i terribili sacrifici che ci hanno imposto negli ultimi due anni possono rivelarsi inutili.

Nel frattempo le caste continuano a sguazzare nei privilegi, pensioni e buonuscite d’oro anche per chi ha portato allo sfascio aziende che erano l’orgoglio dell’Italia, ogni riferimento ad Alitalia, Telecom, Ferrovie dello Stato è fortemente voluto. Sempre più italiani puzzano la fame mentre tanti altri continuano ad arricchirsi, la forbice fra questi estremi s’allarga ogni giorno di più. Arriverà un momento in cui la convivenza democratica non si potrà più mantenere e non resterà che la rivoluzione, quella vera con tanto sangue che scorrerà……

In Basilicata la crisi la viviamo con ancor più patimento grazie all’incapacità dell’intera nostra classe politica che ha pensato solo a se stessa mantenendo in vita un sistema familistico clientelare avallato dai lucani per troppo tempo e che ha minato alla base le fondamenta dell’economia basata per lo più sull’assistenzialismo. Si sono  buttati letteralmente al vento un mare di soldi pubblici in iniziative fallimentari che non hanno creato occupazione ma che hanno foraggiato amici, parenti e compari, la formazione professionale ha sprecato ingentissime risorse per “formare” disoccupati o emigranti. Le risorse straordinarie rivenienti dalle estrazioni petrolifere servono a tappare falle di bilancio e non sono state utilizzate per creare quelle infrastrutture che avrebbero consentito alla Lucania di uscire dall’isolamento ed attrarre investitori nelle desertiche aree industriali.

Si tengono in piedi da anni Enti inutili o utili a creare buchi di bilancio che vengono puntualmente ripianati in modo che possono continuare a fare altri danni.

La vicenda legata all’utilizzo allegro dei soldi da parte dei Consiglieri Regionale degli stessi Gruppi Consiliari ha fatto scoppiare uno scandalo che ha indotto il governatore a dimettersi e mandare i lucani alle urne.

In questi giorni tiene banco la vicenda delle primarie del centrosinistra e delle lotte intestine all’interno del partito più rappresentato e che governa la regione da un ventennio; assistiamo alle vicende fantozziane delle altre coalizioni che non trovano la quadra delle alleanze, un insulso balletto di personaggi che passano da un partito da una coalizione all’altro a seconda del tornaconto personale, il tutto mentre si aggravano giorno per giorno le condizioni di vita di molti lucani.

Aumentano i poveri, aumentano i disoccupati, aumenta l’emigrazione, peggiora la qualità della vita per la perdita di vitali servizi, s’accresce l’isolamento della regione sempre più lontana dal resto d’Italia e cresce l’isolamento dei paesi dell’interno per il deterioramento delle strade.

In queste condizioni sia l’Italia che la Basilicata difficilmente potranno risollevarsi, soprattutto se una parte di cittadini elettori continua ad avallare comportamenti criminali come quelli messi in atto dai seguaci di Berlusconi e se i lucani non sentiranno l’esigenza di ribellarsi a chi ha tenuto le leve del comando fino ad oggi.

 

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