Povera Basilicata

Nel mentre le polemiche su “scontrinopoli” vanno scemando e si resta in attesa del processo c’è una Basilicata che soffre sempre di più, i dati diffusi da Unioncamere riferiti al 2012 sono drammatici.  Il PIL regredisce di un ulteriore  3,1% e con esso tutta l’economia lucana. Chi può emigra, lo fanno quasi tutti i giovani, è invece più difficile per i meno giovani trovare lavoro nel resto d’Italia perché la crisi ha colpito duro anche quei territori da sempre hanno rappresentato il volano dello sviluppo.

In questo desolante scenario la Basilicata mantiene ben saldo il primo posto nella classifica della povertà. Non c’è COPES che basti, la povertà sta trascinando nel baratro tante famiglie rimaste senza reddito per la perdita del posto di lavoro del capofamiglia.

La CARITAS, le parrocchie, alcune associazioni di volontariato non riescono più a tamponare le richieste d’aiuto.

Siamo stati alla sede della CARITAS di Bucaletto, a metà mattinata c’erano almeno mezza dozzina di persone in fila per ritirare la busta con i prodotti alimentari, vicino l’ingresso una decina di televisori recuperati e da distribuire a chi ne fa richiesta, seduta in attesa di poter esporre il suo caso una donna sulla cinquantina vestita di nero, la faccia scavata e gli occhi lucidi, in mano una cartellina porta documenti.

Mentre le operatrici CARITAS continuavano a distribuire i prodotti alimentari abbiamo avvicinato la signora in attesa per farci raccontare il motivo della sua presenza in quel posto.

Fra lacrime e singhiozzi la sventurata ci ha raccontato le traversie della sua famiglia. I guai sono cominciati con la malattia del marito G.P. barbiere in un paese del circondario, i primi debiti per far fronte alle necessità quotidiane, il mantenimento di due figli di 28 e 30 anni, entrambi senza lavoro ma uno dei due riesce a svolgere, ogni tanto, piccoli lavori precari. Poi la situazione è finita fuori controllo ed Equitalia oggi vanta un credito di 26.000 euro che sarà impossibile poter pagare.

L’unica fonte di reddito della famiglia di G.P. sono i 270 euro di pensione di invalidità percepiti dalla signora, soldi che bastano a stento per le medicine. Non si sa per quanto tempo potrà essere tollerata l’insolvenza nei confronti dell’ATER per la casa in fitto.

Dalla cartellina la signora tira fuori un fascio di bollette da pagare, acqua, luce, gas mischiate con i referti medici relativi alla dimissione dall’ospedale del marito che soffre, fra l’altro, di diabete, agitando bollette e referti medici la signora manifesta tutta la sua disperazione in un pianto a dirotto che attira l’attenzione delle operatrici della CARITAS che cercano di calmarla e tirarla su con un caffè. Quando si riesce a calmare la signora pronuncia parole forse dettate dalla disperazione preannunciando un suicidio, parola che a sentirla proferire ti gela il sangue nelle vene, per mettere fine alle sue sofferenze, alla tragica situazione economica si abbina la salute cagionevole di questa donna che ha subito ben quattro interventi chirurgici ma trova la forza di andare in giro a chiedere aiuto, è stato l’Arcivescovo Superbo ad indirizzarla alla CARITAS di Bucaletto, come fanno per altre centinaia di situazioni simili faranno il possibile e l’impossibile per aiutare anche questa famiglia.

Sono migliaia i lucani con situazioni simili, in tanti vivono dignitosamente la propria indigenza, altri sono costretti a chiedere aiuto ma nonostante ciò dobbiamo continuare a foraggiare la casta politica che ha contribuito a portare nel baratro la nostra regione. E’ immorale che un esercito di dirigenti della Regione Basilicata debba percepire un compenso medio intorno ai 100.000 euro all’anno, non è tollerabile che nel bilancio 2012 della Regione Basilicata ci sono spese per oltre tre milioni di euro per vitalizi, rimborsi spese e reversibilità; per non parlare dei tanti enti sub regionali per lo più inutili o utili a pagare cifre spropositate a consigli di amministrazione che producono danni alla stessa Regione Basilicata. Come si fa a dare 150.000 euro all’anno all’amministratore di Sviluppo Basilicata o 125.000 al Direttore Generale del Consorzio ASI di Potenza quando questa figura non dovrebbe esistere quando c’è un Commissario Straordinario. Gridano vendetta pure i 12.000 euro al mese al presidente di Acquedotto Lucano, gli oltre 5.000 all’amministratore di un ente Acqua Spa di cui non se ne percepisce l’utilità.

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