Potenza città ostile alla mobilità dei disabili

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Museo Dinu Adamesteanu

Museo Dinu Adamesteanu

Si sente parlare sempre più spesso di “barriere architettoniche”, per i pochi che ancora non conoscono l’esatta definizione ricorriamo alla rete e su wikipedia leggiamo che “viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale, cioè portatrici di handicap)”,  esempi di barriere sono i gradini, le strade con eccessiva pendenza, porte troppo strette, ma anche il bancone di un bar, esse impediscono alle persone non autonome di esercitare il diritto alla libertà di movimento.

In Italia lo Stato ha legiferato su questa materia approvando la Legge n° 13 del 1989 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) Il Decreto Ministeriale  n° 236 del 1989 da pratica attuazione alla Legge in quanto si addentra nella parte tecnica, in particolare il decreto  stabilisce anche, per gli edifici e gli spazi privati, i parametri tecnici e dimensionali correlati al raggiungimento dei tre livelli di qualità perseguiti dalla legge: per esempio le dimensioni minime delle porte, le caratteristiche delle scale, la pendenza delle rampe pedonali, gli spazi necessari alla rotazione di una sedia a ruote, le dimensioni degli ascensori e le casistiche della loro necessità, le caratteristiche di un servizio igienico accessibile e altri ancora. I requisiti vengono stabiliti in modo differenziato a seconda della tipologia degli edifici e degli spazi. Ogni nuova costruzione deve infatti rispettare tali norme, e i vecchi edifici devono essere opportunamente adeguati alla normativa in caso di ristrutturazione. Per quanto riguarda gli edifici e gli spazi pubblici vi è stata l’emanazione di un ulteriore decreto attuativo. Nel 1992 con l’approvazione della Legge n° 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) sono stati ribaditi i principi secondo cui le Istituzioni servono favorire l’integrazione dei disabili. Nel 1996 con il Decreto del Presidente della Repubblica n° 503  viene emanato il “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.”

Nel Testo Unico Edilizia (DPR 380 del 2001) negli articoli dal 77 all’82 vengono stabiliti i criteri per la eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Fatta la panoramica relativa al  quadro normativo abbiamo voluto verificare la situazione nel capoluogo di Regione.

Miniascensore, non funzionante, a servizio del Palazzo degli Uffici

Miniascensore, non funzionante, a servizio del Palazzo degli Uffici

Abbiamo chiesto ad Enti ed Istituzioni presenti nella città di Potenza di comunicarci come stanno messi per quanto concerne gli edifici e le strutture di loro proprietà. Non è stato facile ottenere risposte, in qualche caso abbiamo trovato un muro di gomma, ci riferiamo soprattutto al Comune di Potenza,  ma nonostante ciò abbiamo ricavato un quadro della situazione, incompleto e non completamente esaustivo, che andiamo ad esaminare.

Il massimo Ente territoriale, la Regione Basilicata, ci comunica che agli uffici ubicati nel cosiddetto polo regionale di viale Verrastro è “garantita l’accessibilità secondo la normativa vigente”, per quanto concerne invece la sede dell’ex Genio Civile in Corso Garibaldi c’è il problema rappresentato da un gradino di circa 15 cm di altezza che “non permette alle persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali di accedere in maniera autonoma” ma sarà possibile a breve utilizzare  un servizio di chiamata per attivare il servizio di assistenza in quanto l’edificio è presidiato 24 ore su 24 dal servizio di sorveglianza.

Anche l’Amministrazione Provinciale, Ente di cui non si conosce al momento se e come continuerà ad esistere, comunica che “tutti gli uffici provinciali, ubicati nella Città di Potenza, risultano muniti di dispositivi per l’accesso di da parte di soggetti diversabili”. Relativamente alle scuole superiori, la cui gestione è ancora affidata all’Amministrazione Provinciale, con comunicazione dell’Ufficio Tecnico si apprende che i 15  edifici che ospitano gli istituti scolastici sono installati elevatori omologati per il trasporto dei soggetti diversamente abili, la cui manutenzione è assicurata dall’Ente, seppur con crescente difficoltà per via della grave situazione finanziaria. Presso l’Istituto Alberghiero, dove si sta installando un secondo elevatore, uno dei quali in via di completamento (nell’edificio di Via Danzi, in corrispondenza del padiglione ottenuto di recente dal Comune, dove tuttavia l’accessibilità è garantita dall’esistenza di ingressi ai differenti piani). Un’eccezione, per la sola usabilità interna dello stabile, è costituita dal Conservatorio di musica “Gesualdo Da Venosa” in Via Tammone, dove, pur se ogni padiglione è accessibile dall’esterno e collegato agli altri da rampe, vi sono scalinate nei padiglioni stessi e ascensori non funzionanti.

Garantita l’accessibilità nell’edificio (munito di spazi sovrabbondanti rispetto alle esigenze), le attività si sono organizzate affinché quelle frequentate dai soggetti diversabili si svolgano al pian terreno.

Il Comune di Potenza risponde solo in maniera “parziale esclusivamente per ciò che riguarda i parchi e comunica, con nota a firma del Dirigente dell’ Unità di Direzione Ambienti-Parchi-Energia, che i parchi di proprietà comunale “risultano accessibili alle persone con ridotta autonomia motoria” si elencano i parchi, di Montereale, Villa Comunale Santa Maria, Parco dell’Europa Unita, Parco di Macchia Romana, Parco di Sant’Antonio La Macchia (solo per la parte in piano nei pressi della chiesa) e il Parco Fluviale del Basento (al momento risultano lavori in corso). Per quanto concerne il Parco di Sant’Antonio La Macchia la fruizione è del tutto teorica e si riferisce alle poche panchine ubicate di fronte la Chiesa, tutto il resto dell’area verde è inaccessibile. Il Parco Fluviale del Basento , limitatamente alle zone non interessate dai lavori, è accessibile, in maniera non proprio agevole, solo nel tratto che va dal Ponte San Vito al cantiere, nell’atro tratto l’accesso è possibile solo utilizzando delle gradinate.

Ingresso scale mobili viale Marconi

Ingresso scale mobili viale Marconi

Non avendo avuto la necessaria collaborazione da parte degli uffici comunali, nonostante ripetuti solleciti e l’autorevole intervento del Difensore Civico Regionale, tentiamo di disegnare una mappa molto incompleta della situazione. Cominciamo dalla mobilità intesa come utilizzo del trasporto pubblico; per le persone affette da deficit motorio la situazione è a dir poco tragica. Potenza è città con due linee ferroviarie, quella nazionale di Rete Ferroviaria Italiana e quella locale, gestita dalle Ferrovie Appulo Lucane. Due le stazioni di RFI, la stazione Centrale e quella di Santa Maria,  entrambe non adeguate alle esigenze dei viaggiatori disabili che di fatto risultano inaccessibili per i disabili.

Stazione di Potenza superiore

Stazione di Potenza superiore

Stesso discorso per le stazioni e le fermate della metropolitana leggera  delle FAL. Per quanto riguarda il trasporto su ruota non sappiamo quanti bus sono dotati di scivolo per far salire le persone che si muovono su carrozzina, di sicuro tale servizio non è mai stato utilizzato, solo da poco si stanno adeguando le fermate per consentire un agevole accesso ai disabili. Tutte inutilizzabili appaiono le scale mobili cittadine per la presenza di gradini agli ingressi per cui dove esistono delle speciali attrezzature per accompagnare  la carrozzina sui gradini esse non sono lo stesso utilizzabili. Difficile valutare compiutamente la situazione per quanto riguarda le scuole di competenza del Comune (dall’asilo fino alla scuola media), non ci avventuriamo nel voler classificare gli edifici che consentono l’accesso agli studenti disabili ma la situazione non pare essere ottimale.

Le strutture sanitarie pubbliche presenti in città sono l’Ospedale San Carlo e i vari uffici e ambulatori gestiti dall’Azienda Sanitaria del Potentino.

Dall’Azienda Ospedaliera San Carlo fanno sapere che all’interno della struttura è tutto a norma, qualche problema sussiste per l’accesso all’Auditorium , segnalazioni da parte di alcuni utenti segnalano invece barriere qua e la a macchia di leopardo.

L’ASP comunica che tutte le strutture presenti in città (Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta, Polo sanitario di via della Fisica, Sede di via Ciccotti, Sede centrale di via Torraca, settore Farmaceutico di via San Remo) assolvono all’obbligo previsto dalle leggi. Non è in regola la sede di via della Pineta ma essa è in fase di trasferimento in via del Gallitello.

Altra struttura sanitaria in convenzione è il Don Uva, sede decentrata di proprietà delle Ancelle della Divina Provvidenza con casa madre in Puglia e che si occupa, in convenzione con la Regione Basilicata, di riabilitazione, la struttura, piuttosto vecchia, è allocata negli edifici utilizzati per decenni  come manicomio, abbiamo ripetutamente chiesto via mail alla Direzione Sanitaria e alla sede centrale di conoscere la situazione per quanto concerne l’accessibilità ai disabili ma nessun riscontro ci è stato fornito.

Anche l’unica struttura ospedaliera privata operante in città, la Clinica Luccioni, oggi non più di proprietà della famiglia Luccioni (è diventato Istituto Clinico Lucano ed è di proprietà  di privati non lucani), non ha risposto alle nostre sollecitazioni, è di pubblico dominio che la struttura sanitaria non potrà continuare ad operare in via Mazzini in quanto non possiede i requisiti previsti dalle vigenti normative, alcune delle irregolarità potrebbero riguardare proprio il probabile mancato rispetto delle normative riferite alle barriere architettoniche.

Pedana di accesso alla Cattedrale

Pedana di accesso alla Cattedrale

Non tutte accessibili le parrocchie di Potenza, i disabili che vorrebbero frequentare i luoghi di culto, per partecipare alle messe o seguire  le attività svolte nei locali parrocchiali, non trovano l’accesso a loro dedicato in tutte le parrocchie, in alcune di esse si può entrare solo in chiesa e non nei locali dove si svolgono altre attività, in qualche caso lo scivolo per accedere all’ingresso della chiesa è ostruito dalle “solite” auto parcheggiate.

Non siamo riusciti a stabilire un contatto con i referenti degli uffici statali presenti in città, sicuramente la sede di via dei Mille, che ospita gli uffici finanziari, di recente costruzione, sarà agibile per i disabili, non sono accessibili gli storici uffici statali in corso 18 Agosto dove, a testimonianza dell’attenzione nei confronti dei disabili, tutti possono “ammirare” un mini-ascensore ubicato all’ingresso principale del “Palazzo degli Uffici” e che risulta abbandonato a se stesso da anni.

Un discorso a parte va fatto per l’Università della Basilicata, le sedi ubicate nella città di Potenza sono tutte accessibili ai disabili, già dall’anno accademico 2010-2011 sono state intraprese azioni concrete per rendere fruibili le strutture universitarie ai diversamente abili. Oltre ad aver reso fisicamente accessibili gli spazi, UNIBAS ha creato un supporto tecnico permanente con dotazioni dedicate alle varie esigenze, è stato altresì attivato uno sportello di ascolto, esiste un docente referente in ogni facoltà che promuove e facilita lo svolgimento della didattica e lo svolgimento degli esami.

Non edificante la situazione relativa alle attività commerciali, quasi nessun negozio ha una pedana per facilitare l’ingresso a chi vive su una sedia a rotelle, solo pochissimi i supermercati e i vari store presenti in città hanno provveduto ad eliminare le barriere architettoniche.

Considerato che c’è più di una Legge che prevede adempimenti da parte di privati ed Istituzioni sarebbe il caso che si proceda a verificare quante violazioni impediscono alle persone disabili di esercitare il sacrosanto diritto a vivere una vita sociale decente.

 

 

 

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