Polemiche sulla “movida” nel Parco Fluviale del Basento

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vicino ponte di legno

In origine, e per molti anni, è stata una semplice pista in betonelle realizzata circa 20 anni fa dal Consorzio ASI fra il moderno ponte Musmeci e lo storico ponte San Vito di epoca romana, il Parco Fluviale del Basento si è evoluto a seguito dei lavori di allungamento in direzione dell’area archeologica scoperta sotto i piloni del Nodo Complesso e della conseguente riqualificazione che ha portato a costruire un attraversamento pedonale che collega il parco fluviale a via della Fisica, già da due anni è stato realizzato un nuovo tratto di pista pedonale lunga la riva opposta di circa 700 metri ma ancora non inserita nel Parco perché occorre realizzare un collegamento fra i due camminamenti e poi bisogna raggiungere l’area archeologica, oggi opportunamente “ricoperta” in attesa di un prossimo intervento di riqualificazione, a tal proposito la dottoressa Sabrina Mutino della Soprintendenza da noi interpellata ha dichiarato che “stiamo stringendo un rapporto di collaborazione con l’ufficio cultura del Comune di Potenza e con la Provincia, per promuovere iniziative di valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino, che  in realtà non rientrerebbero più tra le competenze della Soprintendenza, per quanto riguarda i reperti mobili provenienti dallo scavo in riva al Basento, questi sono custoditi nei depositi dell’attuale Soprintendenza ABAP della Basilicata” quindi bisogna ancora aspettare prima di poter ammirare l’area archeologica.

vicino ponte san vito (1)

I circa 2.500 metri di percorso fra il ponte di via della Tecnica ed il ponte San Vito sono diventati, soprattutto nella bella stagione, molto frequentati dai potentini che, soprattutto nei giorni festivi, si riversano in massa in riva al Basento anche se la dotazione di strutture (panchine, attrezzature e giochi per bambini) è insufficiente per il godimento di quest’area. Manca ancora la pubblica illuminazione per cui nei mesi invernali la fruizione è limitata fino al primo pomeriggio; da circa  tre  settimane a ridosso del ponte pedonale è stato realizzato un chioschetto in legno ed un’area ristoro utilizzando pedane in legno, un angolo suggestivo che s’affaccia sul fiume che ha magicamente attirato una moltitudine di persone in queste calde serate di una estate esplosa all’improvviso, da circa una settimana è stato altresì “attrezzata” un’altra area ristoro nei pressi del ponte San Vito ed anche questa installazione è stata presa d’assalto dai frequentatori del Parco.

vicino ponte san vito (2)

Non tutti però apprezzano i nuovi insediamenti che creano la movida dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata, alcune voci si levano per conservare lo stato dell’ambiente dei luoghi che, a loro dire, vengono snaturati dalla presenza di attività “commerciali”. Sulla Gazzetta del Mezzogiorno e sul sito web Lucania oggi è comparso un articolo che pone dei dubbi sulle autorizzazioni concesse in virtù del fatto che l’Autorità di Bacino della Basilicata ha classificato il tratto di Basento ove insiste il Parco ad alto rischio di esondazione e quindi non adatta ad insediamenti di tipo ricreativo.

PARCO CON INDICAZIONI

Per capire come stanno le cose abbiamo contattato in primis l’Autorità di Bacino della Basilicata, un funzionario ha però declinato l’invito a rilasciare dichiarazioni chiedendoci di contattare un Ente con sede a Caserta di cui non ci è stato fornito un nome ne un recapito ma da ricerche effettuate abbiamo individuato nel Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale l’Ente che sovrintende alla materia, ci è stato “consigliato” di contattare l’Autorità di Bacino della Basilicata, quindi siamo al caso del cane che si morde la coda.. Abbiamo invece contattato il responsabile di una delle tre associazioni culturali che hanno richiesto di operare nel Parco, l’Associazione Open Space, che ha attrezzato lo spazio nei pressi dell’attraversamento pedonale con un paio di gazebo in legno e con delle sedute realizzate con pedane in legno. Uno dei soci ci fa sapere che Open space ha aderito ad un bando comunale per il Maggio Potentino ed ha richiesto, in principio, l’occupazione di spazio pubblico al Comune di Potenza, è stato loro comunicato che occorreva un nulla osta regionale ed è stato richiesto, dopo aver ultimato il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche e con l’autorizzazione in mano hanno attrezzato l’area, l’autorizzazione è temporanea ed è valida fino a settembre dopo di che l’area verrà liberata. Per detti lavori è stato presentato il CIL (comunicazione inizio lavori) e per le varie iniziative in programma viene, di volta in volta, chiesta la licenza temporanea di somministrazione di alimenti e bevande attraverso l’attivazione della SCIA. Quindi per l’Associazione Open space tutti gli adempimenti richiesti sono stati fatti.

LEGENDA

Consultando la documentazione prodotta dall’Autorità di Bacino della Basilicata, ed in particolare il Piano di gestione del rischio alluvionale le cui tavole planimetriche indicano con una particolare colorazione il tipo di rischio, emerge che nei pressi del ponte San Vito c’è una vasta area colorata di rosso (valore esposto molto elevato) mentre nei pressi del ponte pedonale fra via della Fisica e via della Chimica il rischio nell’alveo del fiume viene classificato basso per cui le postazioni provvisorie realizzate nei pressi del ponte San Vito sono quelle con il più alto rischio alluvionale.

Bisogna che le Istituzioni, Regione Basilicata, Comune di Potenza, Autorità di Bacino oppure Distretto Idrografico dell’Appennino meridionale, ognuno per quanto di propria competenza si pronuncino circa la validità delle  autorizzazioni concesse e se le attività che si volgono sono compatibili con la classificazione indicata nel Piano di gestione del rischio alluvionale.

 

 

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