Nuova vita al Parco Fluviale del Basento

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Da oltre un paio di mesi il Parco Fluviale del Basento è invaso da un esercito di forestali del Consorzio di bonifica di Basilicata impegnato nella pulizia dell’alveo del fiume. Il sito è diventato luogo di svago per molti potentini, anche dopo i mesi estivi quando, non senza feroci polemiche, erano state autorizzate alcune associazioni ad aprire dei gazebo utilizzati per organizzare serate di intrattenimento anche attraverso la somministrazione di cibi e bevande, attività che non avevano le carte perfettamente in regola tant’è che a fine estate sono state chiuse prima che scadesse la concessione ricevuta dagli uffici regionali.

La precedente Amministrazione Comunale aveva intrapreso un’opera di riqualificazione del Parco Fluviale provvedendo, attraverso l’utilizzo di fondi europei, l’allungamento del percorso e cominciando a posizionare un minimo di arredo urbano, pare che anche l’Amministrazione di centrodestra voglia puntare su una ulteriore riqualificazione del lungoBasento tant’è che attraverso l’utilizzo di operai dell’ACTA e, grazie soprattutto all’aiuto dato dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata , sono stati dirottati i forestali del Consorzio di Bonifica per ripulire l’alveo del fiume. Il lavoro consiste soprattutto nella eliminazione dei numerosi alberi ormai secchi, qualcuno dei quali rappresentava un potenziale pericolo per i tanti frequentatori del parco.

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Abbiamo interpellato il dottore forestale Luigi Fanelli per fare chiarezza sul lavoro di riqualificazione effettuata nel Parco Fluviate.

A lavori ultimati nel Parco Fluviale del Basento da parte del Consorzio di Bonifica, si sono scatenate le prime polemiche da parte di alcuni cittadini sugli interventi posti in essere, a destare più scalpore è stato l’abbattimento di numerose piante secche e deperienti, perché sono così importanti secondo alcuni?

Le piante secche sono certamente molto importanti in qualunque ecosistema naturale, rappresentano la fine di un ciclo vitale, ma al tempo stesso restituiscono le sostanze prodotte ad altre forme di vita che appartengono allo stesso ecosistema. I processi di degradazione naturale dei tessuti legnosi avvengono sempre quando le piante sono ancora vive, gran parte degli agenti degradatori primari del legno sono funghi patogeni che attaccano le piante e si nutrono delle sostanze prodotte. In un secondo momento a degradare ulteriormente il tessuto legnoso è l’entomofauna costituita da molte specie di insetti lignicoli.

Tutto questo per dire che gli alberi in degradazione sono potenziali punti di innesco di nuova vita, ricche di biodiversità, infatti gli insetti lignicoli sono il sostentamento per molti uccelli e piccoli mammiferi, le varie cavità interne di un albero marcescente sono il luogo ideale di nidificazione per molti uccelli diurni e notturni, il rifugio per molti mammiferi di piccola taglia nonché luoghi ideali di alveari per insetti pronubi.

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Allora le piante secche del Parco del Basento non si dovevano tagliare se sono così importanti per l’ecosistema?

Le foreste ed i boschi svolgono le funzioni più importanti per la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra, ma non tutto il pianeta può essere composto da ambienti incontaminati, altrimenti non ci sarebbe spazio per tutti. Alla tutela degli ambienti naturali ci ha pensato già l’Unione Europea con l’emanazione di varie direttive per la protezione, conservazione e ripristino della Biodiversità, istituendo le aree della Rete Natura 2000 che ha visto come protagonista anche la Basilicata. In quest’ottica affinché ci sia il giusto compromesso tra aree verdi incontaminate ricche di biodiversità e benessere dell’uomo, si ricorre alla pianificazione territoriale in cui si deve necessariamente decidere soprattutto per gli ambienti urbani, la destinazione d’uso dei luoghi e i livelli di benessere da perseguire per i cittadini. Per consentire questo occorre che le aree verdi di competenza di una città, come quella del Parco Fluviale del Basento, siano fruibili dai cittadini attraverso la realizzazione di percorsi pedonali attrezzati, siano sicuri attraverso una corretta gestione del verde al fine di ridurre i rischi per l’incolumità pubblica, e siano godibili attraverso la capacità di suscitare emozioni e sensazioni con colori, forme e suoni come un giardino di casa ben curato.

Con il presupposto che i lavori di manutenzione straordinaria del Parco Fluviale di Potenza non ricadono in alcuna delle aree naturali protette (Aree Parco, SIC, ZPS, ZSC ecc.), e astenendomi da ogni forma di critica monovisuale e anacronistica, in un’ottica di giusto compromesso, a mio avviso l’abbattimento di gran parte delle piante secche e deperienti sono stati necessari per varie motivazioni:

  • durante le ondate di piena possono spezzarsi ed essere trascinate a valle creando ingorgo e intasamenti in punti critici con inevitabili conseguenza di esondazioni a valle e arrecare danni all’agricoltura;
  • si riducono i rischi di schianto per via delle abbondanti nevicate e delle raffiche di vento incrementando notevolmente i livelli di sicurezza;
  • si incrementano i livelli estetici, ricreativi e paesaggistici perseguiti in un ottica di miglioramento del benessere psicofisico delle persone tanto ricercato nei centri urbani;
  • le specie arboree ripariali quali Salici e Pioppi anche se tagliate perché deperienti, hanno un elevata facoltà pollonifera e un rapido accrescimento tali da ripristinare la copertura arborea in poco tempo;
  • le piante ancora in piedi consentono a varie specie animali il rifugio e il necessario sostentamento, inoltre molte risultano già in fase di deperimento garantendo i livelli di biodiversità parzialmente persi;
  • i livelli di raffrescamento e ossigenazione delle acque non è cambiato, anche nel tratto dove le piante erano già secche e prive di copertura fogliare.

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Cosa ne pensa in merito ai lavori condotti dagli operai del Consorzio di Bonifica nel Parco Fluviale del Basento?

Credo che il lavoro svolto dagli operai forestali del Consorzio di Bonifica sia stato essenziale e condotto in maniera eccellente, oltre al taglio delle piante secche e deperienti si è bonificato il tratto fluviale da ogni tipo di rifiuto, estirpando la vegetazione più angusta aumentando i livelli di igiene,  inoltre sono state anche reimpiantate nuove essenze arboree nel tratto privo di vegetazione.

Le aree fluviali come anche le aree montane hanno bisogno di una manutenzione continua per renderli più resistenti e resilienti difronte ai cambiamenti climatici in atto, solo attraverso la gestione attiva e sostenibile delle risorse forestali è possibile contrastare l’abbandono dei territori e innescare economie virtuose capaci di creare lavoro e nuovo reddito, soprattutto per i giovani e per quelle categorie di persone fortemente legate alla nostra terra.

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Articolo pubblicato su Controsenso del 28 dicembre 2019

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