Ludopatia: il Comune di Potenza regolamenta il funzionamento delle “macchinette”

Ludopatia: il Comune di Potenza regolamenta il funzionamento delle “macchinette”

vignetta bochicchio

(vignetta di Mario Bochicchio)

La diffusione sul territorio nazionale, e di conseguenza anche nella città di Potenza, di sale giochi con videoslot e vidolottery, è diventata dilagante, di pari passo aumentano le persone che diventano dipendenti dal gioco contraendo una vera e propria malattia, la ludopatia, causa di tante tragedie famigliari narrate quotidianamente dagli organi di informazione.

il giro d’affari delle attività legate del gioco d’azzardo legalizzato sfiora i 100 miliardi annui cioè quasi il 5% del PIL del nostro Paese a cui va sommato il gioco illegale in mano alla malavita. I numeri del fenomeno sono raccapriccianti, nel  2017 è stato accertato che il gioco d’azzardo legalizzato ha fatturato oltre 100 miliardi di euro, i giocatori patologici sono circa 800.000, oltre 12.000 sono quelli attualmente in trattamento, almeno 1.700.000 quelli a rischio. Nel comune di Potenza a fine 2017 esistevano 6,37 apparecchi ogni mille abitanti e la spesa media per ogni abitante è stata di 1.330 euro all’anno.

La legislazione nazionale che dovrebbe tutelare le vittime del gioco d’azzardo è volutamente carente in quanto lo Stato incassa un mare di soldi dalle società a cui ha dato la concessione per esercitare l’attività, le Regioni, fra cui la Basilicata, hanno legiferato in materia cercando di porre dei limiti ed un argine alla diffusione delle sale che “ospitano” le macchinette mangiasoldi. E’ del  2014 la nostra Legge Regionale n° 30 (Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.) Legge che fra l’altro prevede l’apertura di nuove sale giochi ad una distanza di sicurezza da luoghi classificati sensibili (scuole, parrocchie, impianti sportivi) ma che nessuno fa rispettare.

Un primo segnale, unico al momento in Basilicata, giunge dal Comune di Potenza che da qualche giorno ha emanato un’ordinanza che disciplina l’orario di accensione delle apparecchiature fissando in 8 ore al giorno l’orario del loro funzionamento (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00) prevedendo sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 500 euro e segnalazione alla Questura in caso di non osservanza dell’ordinanza.

Abbiamo rivolto al Sindaco De Luca alcune domande.

Sindaco, finalmente un primo atto concreto in Basilicata per contrastare il dilagante fenomeno della ludopatia, quali sono state le motivazioni che vi hanno indotto a prendere questo provvedimento? Perché si è scelto di limitare gli orari di accensione delle slot e non si è intervenuti anche per far rispettare la Legge Regionale n° 30 del 2014,“Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.)” che disciplina la distanza minima delle sale gioco?

Si è ritenuto di procedere alla limitazione degli orari per una serie di fattori, non ultimo l’aver riscontrato come il  gioco d’azzardo abbia assunto dimensioni rilevanti anche nel nostro Paese, tanto che il “Decreto Balduzzi” DDL 13/9/2012 n. 158 (art. 5) ha riconosciuto l’importanza di inserire la ludopatia tra le dipendenze trattate dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da patologia di gioco compulsivo. E’ certamente una prima misura non sufficiente, ma realizzabile nell’immediato; per la verifica e l’applicazione dei parametri previsti nella L.R. 30/2014, l’istruttoria comporta tempi più lunghi, ferma restando la necessità di porre in essere ogni utile misura al contrasto di quella che riteniamo una vera e propria piaga del nostro tempo.

Come intende il Comune vigilare per il rispetto della propria ordinanza, soprattutto di sera quando la Polizia Locale non effettua servizi notturni?

L’Ordinanza n° 25/2019 trova legittimazione giuridica nell’art. 50 del D.Lgs. n. 267/2000 e  conforto in innumerevoli sentenze del Giudice Amministrativo, che confermano che la limitazione delle orari di apertura delle sale gioco è uno degli strumenti di  contrasto del fenomeno del gioco di azzardo patologico e di tutela della salute e della quiete pubblica (Tar Liguria nn. 1229 e 1230 del 2016) nonché di tutela del benessere psico-fisico dei soggetti maggiormente vulnerabili e/o  “deboli” della popolazione  (sentenze nn. 4794 e 4861 del 2015, nonché sentenza n. 4867 del 2018 del Consiglio di StatoTar Campania – sezione di Salerno sentenza 1291/2018). In realtà l’ordinanza rispetto a 3 orari su 4 prevede parametri che ricadono negli orari di competenza anche della Polizia locale. Fatta salva la possibilità di controlli ad hoc, anche al di fuori di tali orari, sempre da parte dei vigili con servizi straordinari, resta comunque da valutare l’opera delle altre forze dell’ordine, libere di intervenire in qualsiasi ora del giorno e della notte.

Esiste un censimento delle sale e del numero di apparecchi presenti nella città di Potenza?

Esiste un elenco sul quale si sta lavorando per una completa definizione e un definitivo aggiornamento, e che vede impegnati i nostri uffici Suap – Attività Produttive, Servizi sociali e Polizia locale, oltre alla Questura.

C’è da dire che dopo l’ordinanza sindacale c’è stata la levata di scudi dei gestori delle sale gioco che ne contestano l’applicazione, a tal proposito alcuni rappresentanti di attività dedite al gioco sono stati auditi dalla 4a Commissione consiliare a cui hanno fatto presente problemi che possono sfociare in riduzione del personale, si sta lavorando per trovare una soluzione che modifichi gli orario di chiusura, giova però ricordare che il parere delle Commissioni in questa materia non è vincolante in quanto il Sindaco ha completa autonomia per questo tipo di ordinanze.

Abbiamo interpellato il presidente dell’APS Famiglie Fuori Gioco, Michele Cusato, che da anni si batte per il contrasto delle ludopatie il quale dichiara che “l’ ordinanza sulla regolamentazione degli orari di esercizio delle famigerate slot è un primo passo per contrastare e limitare quello che sta diventando una vera emergenza dove purtroppo sono coinvolti tutti uomini e donne, adolescenti e persone anziane e di questi ormai è conclamato che un 10% di chi gioca è un giocatore problematico o patologico,  attraverso  l’ Osservatorio regionale contro il gioco d azzardo è stato messo a punto un progetto approvato dal ministero della salute che insieme ASP ed ASM, Comuni e associazioni, con cui si rafforzeranno le misure di prevenzione e cura su tutto il territorio regionale,  nel frattempo la nostra associazione è presente sul territorio a supporto delle amministrazioni con centri ascolto e gruppi di auto mutuo aiuto. 

C’è da rilevare, infine, che il contrasto ai giochi d’azzardo presso le sedi fisiche ha un rovescio della medaglia nell’impetuosa crescita dei giochi on line favoriti dalla diffusione di smartphone e dispositivi mobili per cui limitare l’accesso alle sale gioco potrebbe non bastare per debellare  la diffusione delle ludopatie.

 

 

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