L’inquinamento altalenante a Potenza

L’inquinamento altalenante a Potenza

ferriera-ottobre 2012

 

E’ diventata una vera e propria telenovela, un giallo nel quale è difficile capire chi è l’assassino.

Sono anni che in Basilicata ogni qualvolta si affrontano tematiche legate all’ambiente e alla salute dei lucani si approda nel porto delle nebbie. Si ha l’impressione che ci sia un’occulta regia che sapientemente si diverte a sparigliare le carte.

Alcune  dichiarazione pubbliche dell’Assessore regionale all’Ambiente Berlinguer hanno creato scompiglio e stupore nella pubblica opinione. Commentando i dati di una “consulenza” dell’Istituto Superiore di Sanità  in merito alle analisi condotte da Arpa Puglia per conto di Arpab, ha dato una chiave di lettura opposta a quanto finora era stato detto, smentendo di fatto le valutazioni di Arpab e la valutazione di un esperto qual è il prof Zucchetti del Politecnico di Torino.

I dati pubblicati circa la terza e quarta campagna di monitoraggio e resi noti dopo che i laboratori di ARPA Puglia hanno eseguito le analisi ci consegnano dei dati che vanno letti in maniera attenta. Si apprende che i valori di diossina si sono significativamente ridotti per cui si evince che i filtri nel frattempo attivati nel periodo 3 dicembre 2013 – 2 gennaio 2014  e 13 gennaio 13 febbraio 2014 potrebbero funzionare ma, c’è da dire altresì che nel periodo a cavallo del 2013 e 2014 l’accumulo delle polveri nei deposi metri è avvenuto quando la fabbrica non ha operato a pieno regime essendo rimasta inattiva  per oltre due settimane, quindi come si interpretano i dati? Quanto è stata utile l’azione dei filtri? La quantità di diossina in dosi limitate potrebbe essere giustificata dal periodo di inattività degli alti forni? Per intanto pare confermato che la diossina è prodotta sicuramente dalla Siderpotenza. A questo punto diventa fondamentale conoscere i risultati del monitoraggio ai camini.

Se per la diossina c’è stato un significativo ridimensionamento dell’allarme un nuovo fronte di preoccupazione si apre per quanto concerne il benzo(a)pirene che nell’ultima campagna di monitoraggio è schizzato su valori molto più elevati.

Il benzo(a)pirene è classificato da IARC cancerogeno di categoria 1 quindi letale per l’uomo  e può provenire non solo dalla fusione dei metalli, potrebbe essere prodotto dalle emissioni del traffico veicolare, ma dalle parti della Siderpotenza non c’è in traffico da giustificare una presenza così massiccia, non si può escludere che possa essere generato da lavorazioni di altre realtà presenti nei dintorni o dagli effetti del riscaldamento domestico. Bisogna approfondire.

In tutto questo groviglio diventa fondamentale il ruolo del Sindaco di Potenza che in qualità di massima autorità sanitaria comunale ha l’obbligo di tutelare la salute dei propri concittadini. Con il polverone sollevato in questi giorni il Sindaco non viene di certo aiutato a comprendere come stanno veramente le cose. E’ necessario quindi che si faccia al più presto chiarezza per consentire al primo cittadino del capoluogo di regione di prendere una decisione.

Cerchiamo di capirci qualcosa di più consultando i documenti pubblicati sul sito internet dell’ARPAB. Partiamo dalla Relazione Tecnica redatta a dicembre 2013  dal gruppo di lavoro dell’ARPAB che analizza i dati dei monitoraggi effettuati dal 12/6/2013 al 13/8/2013 e dal 13 al 30 agosto 2013. Questa relazione ha creato lo l’allarme perché per la prima volta viene comunicato che nei dintorni della Siderpotenza sono state trovati, dall’ARPA Puglia, diossina e benzo(a)apirene in quantità tali da destare preoccupazione. La reazione specifica che “in assenza di normativa specifica e di limiti di legge nazionali tali dati possono essere confrontati unicamente con valori guida internazionali o con dati di letteratura derivanti da studi eseguiti in realtà analoghe”. Ed in effetti le 7 pagine della relazione sono abbastanza chiare.

Molto esplicita la conclusione che ci dice: “ I dati ottenuti evidenziano che siamo in presenza di una situazione complessa il cui approfondimento non può prescindere  dalla conoscenza e caratterizzazione di tutte le possibili fonti di emissione presenti nell’area di interesse……”.

Detta relazione è stata consegnata alle Istituzioni competenti per i provvedimenti che ovviamente non sono di competenza dell’ARPAB, contestualmente il dr Raffaele Vita, direttore dell’ARPAB, chiede la collaborazione all’Istituto Superiore di Sanità a cui vengono sottoposti i dati rilevati per un approfondimento da parte degli specialisti del prestigioso ente.

Leggiamo la nota di risposta inviata dall’ISS con nota del 7/2/2013 pubblicata il 20 febbraio 2013 sul sito internet dell’ARPAB.  Si evince che la nota di ISS è indirizzata SOLO all’ARPA BASILICATA e non ad altri per cui è molto strano che l’Assessore all’ambiente della Regione Basilicata il giorno 18 febbraio abbia rilasciato quelle “tranquillizzanti” dichiarazioni che hanno suscitato tante polemiche contenute in un documento ancora non reso pubblico.

Leggendo il parere dell’Istituto Superiore di Sanità, scritto con termini estremamente tecnici, ritroviamo quasi le stesse valutazioni della relazione del gruppo di lavoro Arpab del dicembre 2013, in particolare è scritto “…. Pertanto in assenza di limiti normativi nazionali, una valutazione della situazione nell’area oggetto di studio, dovrà far riferimento alle indicazioni presenti nella letteratura scientifica, alle esperienze riportate da gruppi di lavoro ad hoc o norme in uso in altri paesi”.

Nelle conclusioni di ISS si legge, fra l’altro, che “…… i riferimenti per il breve periodo presenti nelle normative di Paesi Europei, ma appaiono più elevati quando l’impianto è in esercizio”  e quindi “……. Tali da consigliare un numero maggiore di rilevamenti”  per quanto concerne il benzo(a)pirene  “…… i valori di flusso riscontrati, ad una prima analisi, NON sembrano correlabili all’esercizio dell’impianto. Per meglio identificare le possibili sorgenti risulta utile acquisire ulteriori informazioni”.

Giudizi che non paiono giustificare le parole dell’Assessore Berlinguer che ipotizza una situazione poco compromessa per quanto riguarda l’inquinamento nei pressi della ferriera.

Per finire ISS auspica che si svolgano ulteriori indagini con “….. una campagna di rilevazione delle deposizioni, di durata di almeno annuale che preveda una frequenza mensile dei campionamenti ed il dosaggio in aggiunta agli inquinanti organici dei metalli e metalloidi”.

Alla luce di tutto ciò non si possono esprimere giudizi definitivi circa le emissioni della Siderpotenza, diventa fondamentale acquisire i dati dei fumi che fuoriescono dai camini in modo escludere che altre realtà industriali, davvero poche in verità, possano concorrere a rendere indecifrabili i risultati delle analisi. E’ altresì inderogabile accelerare le altre indagini connesse al conseguimento di risultati certi, a cominciare dalle analisi sugli alimenti prodotti nelle campagne circostanti lo stabilimenti.

Per quanto concerne la valutazione fatta dal prof. Zucchetti, che in tutti i casi evidenzia la pericolosità della situazione in base ai primi due monitoraggi fatti da ARPA Puglia,  egli afferma “Nel  caso  specifico  della  zona  in  esame,  la  particolarità  dell’area  in  oggetto (contiguità  delle  aree abitate  con  le  aree  industriali)  porta a  prevedere  l’opportunità di una serie  di  rilevamenti che  consentano una  prima  conoscenza  della  situazione  attuale e l’acquisizione di  una  serie  di  dati  di  base  che  possano  fare  da  guida  per  successive periodiche indagini.

Dunque si può affermare che sono concordanti le conclusioni sia del gruppo di lavoro dell’ARPAB, dell’ ISS e del prof Zucchetti che prevedono ulteriori e specifiche indagini, a cominciare da un monitoraggio continuo per l’intero arco dell’anno.

Appaio  quindi devianti i riferimenti fatti dall’Assessore Berlinguer circa la presenza dell’amianto e al monitoraggio dell’elettrosmog, questioni altrettanto serie ma che nulla c’azzeccano con la faccenda del probabile inquinamento creato dall’attività della Siderpotenza, appare altresì azzardato affermare che la situazione è sotto controllo.

Per il momento bisogna prendere atto che l’azione intrapresa da ARPAB è positiva in quanto si opera, finalmente con chiarezza e determinazione, per la verifica  delle prescrizioni indicate dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, la Regione Basilicata metta l’Agenzia nelle condizioni di operare nel migliore dei modi dotandola di risorse adeguate e strumentazioni adatte al perseguimento degli obiettivi.

(tratto dall’articolo pubblicato sul  freepress Controsenso del 22 febbraio 2014)

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