Le paline “poco” intelligenti

 

La modernizzazione del trasporto pubblico a Potenza, almeno per quanto riguarda le informazioni in tempo reale del passaggio dei bus, ha subito una brusca frenata. Il Comune aveva appaltato per circa 800.000 euro alla BBS srl i lavori per fornire 80 paline cosiddette intelligenti cioè dotate di display su cui gli utilizzatori del trasporto pubblico urbano potevano avere informazioni in tempo reale sul percorso e l’orario preciso dell’arrivo del bus, in quanto sui bus sarebbe stato montato un apparato GPS che avrebbe dialogato con il sistema di infomobilità.

I lavori per il posizionamento delle paline incominciarono nel 2016, ma a febbraio 2017

si cominciò a capire che qualcosa non andava per il verso giusto; 16 paline vennero alimentate elettricamente e si cominciò a testare il loro funzionamento; a giugno la decisione, su intervento diretto del Sindaco, di sospendere il pagamento della fornitura alla

BBS per accertati malfunzionamenti.

Si diede dunque incarico a una ditta specializzata di verificare la corrispondenza delle apparecchiature elettroniche fornite al capitolato di gara e alle norme tecniche vigenti: venne accertato che il materiale fornito era privo del marchio CE e quindi non idoneo.

Il Comune provvide a diffidare la ditta vincitrice dell’appalto e poi a rescindere il contratto. Ci fu un tentativo di ricomporre la disputa, ma il Comune tirò dritto per la sua strada.

Come sempre succede in questi casi, la ditta –ritenutasi danneggiata- fece ricorso all’autorità giudiziaria che predispose una perizia affidando l’incarico a un Consulente Tecnico d’Ufficio che in questi giorni ha depositato la relazione con la quale, pur riconoscendo una parziale difformità delle paline al capitolato d’appalto, si afferma che il contratto non andava rescisso in quanto certi problemi si sarebbero potuti risolvere.

Sarà il Tribunale quindi, esaminata la perizia e le controdeduzioni del Comune, a emettere la sentenza. Abbiamo interpellato il primo cittadino per farci capire cosa succederà dopo la relazione del CTU; il Sindaco De Luca fa presente che la consulenza del CTU di cui si è parlato sulla stampa non è una sentenza e che pur essendo essa stata depositata fin dal febbraio 2019 non ne è stata data informazione al Comune di Potenza; si è dato quindi mandato agli uffici di recuperare il documento che sarà oggetto di attenta valutazione.

Fa altresì presente che in una bozza di relazione del CTU consegnata al Comune venne specificato che erano emersi elementi di irregolarità. In particolare, riferisce, veniva accertato, senza tema di essere smentiti, che le attrezzature elettroniche sono prive del marchio “CE”, il contrassegno da apporre  obbligatoriamente su determinate tipologie di prodotti dal fabbricante stesso con cui il produttore autocertifica la rispondenza, o conformità, ai requisiti essenziali per la commercializzazione e utilizzo nell’Unione Europea stabiliti nelle direttive da essa emanate; già questa circostanza sarebbe stata sufficiente per rendere inutilizzabili le cosiddette paline.

Si attende la valutazione della perizia depositata dal Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Tribunale di Potenza per decidere le azioni conseguenti, al momento si prende atto del deposito della perizia e, serenamente, si attende il giudizio del Tribunale.

Probabilmente si potrebbe instaurare un contenzioso civile che con i tempi della Giustizia dureranno molti anni per cui i potentini dovranno aspettare ancora molto per una modernizzazione della mobilità cittadina.

Mentre andiamo in stampa, inoltre, apprendiamo da Il Quotidiano del Sud e dal TGR (nonché dallo stesso De Luca, che abbiamo ricontattato al telefono) di un’indagine a proposito dei fatti descritti che – a detta del sindaco – ci sarebbe in capo all’amministratore dell’azienda che si era aggiudicata l’appalto: il Comune intende chiedere l’accesso agli atti per fare le opportune valutazioni.

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