La Potenza della solidarietà

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Mag

Articolo pubblicato su Controsenso del 27 febbraio 2016

Nelle settimane scorse siamo stati a trovare i parroci di alcune parrocchie potentine (Don Bosco, San Rocco, San Gerardo, Santa Cecilia, Serpentone) per capire quali attività si svolgono nelle comunità cattoliche di Potenza. In tutte e cinque le parrocchie l’attività più “impegnativa” è l’assistenza alle tante persone bisognose che vivono a Potenza, un mondo semisommerso di varia umanità, che non tutti riescono a percepire. Disagio sociale e povertà sono una grande emergenza che le Istituzioni non riescono a tamponare. Il mondo del volontariato che affianca le parrocchie o che agiscono autonomamente, magari facendo rete fra di loro, sta crescendo. Una realtà che si è consolidata in pochi anni è rappresentata dall’Associazione “Io Potentino”, incontriamo il Presidente e anima dell’associazione  Francesco Romagnano, con lui cerchiamo di capire cos’è e cosa fa l’Associazione.

Presentazione di cuore di casa

Francesco quando è nata l’Associazione Io potentino?

L’associazione nasce nel 2010, un gruppo di amici decide di dedicare tempo e passione alla città, creando forme di aggregazione, riscoprendo le tradizioni e profittando della produzione culturale per raccolte fondi solidali concrete ed immediate. L’entusiasmo della solidarietà continua, ci ha travolto completamente e positivamente.

Quanti soci la compongono?

Non ci siamo mai caratterizzati per un numero elevato di soci. In Io potentino l’impegno è gravoso e quotidiano, una missione che ha fatto molta selezione naturale. Di recente il numero è notevolmente aumentato e parliamo di persone coinvolte direttamente in qualsivoglia attività. Siamo in fase ancora d’iscrizione per il 2016 ma siamo quasi trenta iscritti. Tutti si sono impegnati ad almeno 50 ore di volontariato procapite. Lavoriamo molto in rete con le altre realtà associative quindi la platea si allarga molto spesso in fase di realizzazione dei progetti.

Qual è la composizione del Consiglio Direttivo e la suddivisione dei compiti?

Attualmente il consiglio direttivo è composto da 4 persone, io che sono il Presidente, Valentina Loponte che è referente della comunicazione nonché segretario, Simona Nardella che invece è tesoriere. Antonio Romagnano è il realizzatore dell’applicativo “Magazzini sociali” che cura ovviamente la manutenzione e l’implementazione del software. Valentina e Simona sono anche vice presidenti.

Quali sono le iniziative realizzate, a partire dal primo anno della fondazione? Sono state innumerevoli, Nell’ambito aggregativo sicuramente Potenza vintage, un vero cartellone di eventi dedicato ai decenni trascorsi, Esecuzione Pubblica, la festa al provolone “appicato”. Durante i festeggiamenti del santo Patrono, sicuramente i “cinti” ed il relativo coinvolgimento di tante realtà associative in questo progetto. Poi passiamo al sociale, con Benvenuto mi Fra, una vera e propria pazzìa diventata realtà. Portare un kit ristoro agli ambulanti che arrivano a Potenza in quei giorni, facendo comunità e trasformandoci in un vero capoluogo cosmopolita. Poi I Love PZ, la maglietta con il cuore, che distribuita ogni anno in centinaia di pezzi, ha permesso di concretizzare aiuti diretti ed efficaci. C’è ancora tanto altro, come i raduni motoristici d’epoca, i viaggi organizzati e i laboratori hand made.

La svolta è avvenuta con la creazione dei Magazzini Sociali. Qual è il bilancio  dei Magazzini riferito a tutte le campagne di “raccolta”?

Si, nata come una idea per garantire il nostro operato sociale rispetto ai terzi, la tracciabilità e l’open data sulle azioni di contrasto alla povertà, tutto attraverso il nostro applicativo, ha stravolto la nostra attività associativa, Decine di week end passati a fare collette alimentari, collette straordinarie come quelle del pane e del latte che hanno riscontrato l’entusiasmo di una città intera. In un anno oltre dieci tonnellate di cibo donato dai potentini ai potentini. I numeri ci hanno obbligato a strutturarci in onlus ed a concentrare le attività nel contrasto al disagio economico.

Se da un lato c’è da gioire per la risposta dei potentini per la risposta alle varie campagne di raccolta, c’è l’altro lato della medaglia e cioè il numero di cittadini a cui è destinato l’aiuto.

Si può fare una mappa del disagio in città?

Non credo differisca notevolmente da quello delle altre città italiane, ovviamente con le dovute proporzioni. Al forte incremento derivante dagli effetti diretti della crisi, si aggiungono i nuovi poveri, quelli che affrontano separazioni e divorzi, quelli che affrontano spese notevoli per familiari affetti da patologie o dipendenze.

Quante persone vivono di “assistenza”?

Il numero non può mai essere particolarmente preciso, molti nascondano i loro bisogni per dignità, non si recano presso gli enti caritatevoli e di fatto non sono censiti. Parliamo in ogni caso di almeno 300 – 400 famiglie e di sicuro oltre un migliaio di persone solo in città.

Quale futuro per Io Potentino e dei Magazzini?

Vogliamo aumentare gli sforzi nel recupero delle eccedenze alimentari. Creare il primo hub regionale che si dedichi proprio a questa azione di contrasto alla povertà. Senza tralasciare mai le collette anzi, sperimentandone di nuove.

Vogliamo supportare gli enti caritatevoli della regione con il nostro modus operandi fatto di trasparenza e rendicontazione.

Vogliamo trasformare Potenza nella città più generosa d’Italia in riferimento alla lotta contro la povertà.

Colletta del latte

Quali programmi sono in embrione?

E’ stato di recente presentato “cuore di casa” che porterà le collette alimentari negli spazi comuni quali condomini ed uffici. Parte il prossimo sabato anche “magazzini sociali a scuola”, campagne di donazione cibo a lunga scadenza negli istituti superiori della città. Sono entrambe molto significative sia per il target di donatori a cui si riferiscono sia per la forte interattività che possiamo avere con gli stessi.

magazzini

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