La caffetteria di Vito, covo dei tifosi del Potenza

La caffetteria di Vito, covo dei tifosi del PotenzaLa caffetteria di Vito, covo dei tifosi del Potenza

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Articolo pubblicato  su Controsenso del 24 marzo 2018

Quest’anno la città è tutto un fermento per la squadra di calcio che sta spopolando in campionato, un contagioso entusiasmo che si riverbera in altri settori della vita cittadina. Il lunedì tutti a parlare della partita, ovviamente il luogo deputato a discutere di calcio è il bar, Potenza è città dove apre un bar ogni mese per cui si comprende la portata del fenomeno Potenza calcio. Per decenni i tifosi del Potenza si sono riuniti presso il bar Locatelli ubicato proprio di fronte allo stadio Viviani, quest’anno un altro bar, o per meglio specificare una “caffetteria”,  calamita le attenzioni dei tifosi, è la caffetteria di Vito, noto come il “Mago del caffè”, in piazza Pignatari, lo frequentano soprattutto tifosi che hanno superato gli “anta”  ma non è raro trovare il presidente Caiata che si gusta il mitico caffè preparato da Vito.

Per incontrare Vito, anche noto come il “re del caffè” o il “re del pallone”  abbiamo scelto il primissimo pomeriggio in mezzo alla settimana quando gli echi dell’ennesima vittoria del Potenza sono sfumati  e quindi c’è meno affollamento.

Vito, da quanto tempo svolge questa attività?

Da 46 anni, i primi 20 come torrefattore e banconista  alle dipendenze del bar Dragone in piazza Matteotti. Nel 1988 ho iniziato l’attività autonoma gestendo il bar del Compartimento ANAS in via Nazario Sauro,  poi trasferendomi in via Pretoria ed infine mi sono spostato in questo posto importante, proprio sotto il prestigioso Museo Nazionale dove spero di concludere l’attività. Ho puntato sempre sulla qualità, mi sono creato una piccola torrefazione che curo personalmente creando miscele pregiate .

In giro si dice che è stato lei a convincere Salvatore Caiata a “prendersi” il Potenza, che c’è di vero?

Si confermo, in questa caffetteria è nato il calcio, mentre, ahimè, lo stadio Viviani si trova nell’abbandono totale e proprio sui gradini dello stadio è partita l’idea di convincere il presidente Caiata a scendere in politica.

Non tutti in città hanno approvato la scelta di Caiata di scendere nel “campo della politica”,  secondo lei è stata una scelta giusta?

Certamente e spero che il suo impegno possa cambiare le cose, durante la gara Potenza – Turris del 21 gennaio scorso, cinquantenario dello Stadio Viviani, è nata l’idea in considerazione dell’abbandono che vive il nostro stadio, abbandono che vive anche la città e la regione, non possiamo avere uno stadio senza un’adeguata copertura.

C’è una corrente di pensiero favorevole alla realizzazione di un nuovo stadio…

Non sono d’accordo, bisogna adeguare il Viviani. Lo dico con il cuore, per fare le cose in questa città ci vuole la volontà, mi cascano le braccia nel sentire certe dichiarazioni fatte in questa caffetteria da due funzionari comunali che non posso citare per ovvi motivi legati alla mia professionalità. La mia esperienza maturata in tanti anni di attività mi induce ad affermare che a Potenza si è guardato sempre indietro e mai avanti. Ci è capitata la fortuna di intercettare un grande personaggio, il presidente Caiata, persona che guarda avanti, guarda al futuro, una persona che sta dando la carica a questa città e a questa regione. Guardando alla nostra città qui da noi s’è fermato il mattone, s’è fermata l’edilizia, s’è fermato tutto. Questo è un capoluogo di regione, tutto il rispetto per i nostri piccoli paese, ma Potenza è il capoluogo e va rispettato. Io cerco di fare la mia parte, sollecitato anche da tanti giovani, ho puntato sulla qualità e posso affermare con orgoglio che la mia caffetteria non è da meno di quelle più famose che operano nelle grandi città.

Com’è cambiata la città in relazione alla sua attività?

Sono nato nel centro di Potenza, nel fabbricato che oggi non c’è più perché ha fatto posto all’edificio che negli anni passati ha ospitato una scuola, la “ragioneria”, vicino la torre Guevara, siamo andati via nel 1965 trasferendoci a rione CEP e nel 1967 il fabbricato che ci ospitò venne abbattuto, all’epoca a Potenza e soprattutto nel centro, si muovevano 30 – 40.000 persone al giorno ed oggi vedere il centro avvolto dal declino e nell’abbandono è una ferita che non si rimargina, non ci sono le istituzioni, non c’è capacità politica, non ci credo in un progetto serio. Non è possibile vedere tutti questi edifici svuotati in una maniera terribile.

Non è che dipende dalle difficoltà per raggiungere il centro della città?

Sul trasporto pubblico bisogna fare un discorso serio, riattiviamo gli uffici pubblici al centro e rimettiamo in moto come si deve le scale mobili facendo pagare il servizio in modo che con gli introiti si possa pagare la manutenzione e recuperare i soldi per gli stipendi degli addetti.

Si può contare anche sull’introito per la sosta a pagamento….

Anche se le nuove disposizioni in materia di sosta hanno abbassato ad 1,20 euro per ora la sosta nel centro storico non si possono applicare queste tariffe in una zona povera, ribadisco povera…. Proprio stamattina leggevo sul giornale che anche la storica merceria Mancino ha cessato l’attività ed è una cosa che fa male al cuore.

In questo contesto poco edificante come giudica l’azione del Comune di Potenza in relazione all’esercizio della sua attività (IMU – Tari).

Pagare le tasse è un dovere ma in cambio bisogna avere dei servizi adeguati. In questo particolare periodo di crisi le tasse sono sproporzionate agli introiti dei  commercianti , c’è un calo di affluenza che determina cali negli incassi, mancano i numeri e se un commerciante non ha i numeri giusti non può andare avanti. La Tari è abbastanza pesante.

Cosa pensa dell’Amministrazione comunale in carica?

Lo dico con il cuore in mano, mi aspettavo tantissimo da questa  Amministrazione comunale, sono rimasto molto deluso.

Uno dei problemi più sentito è quello relativo alla viabilità….

Tutto è peggiorato quando nel 2012 decisero di introdurre la ZTL ed  anche se è sospesa di fatto oggi nessuno più viene nel centro storico e tante attività sono state costrette a chiudere.

E la questione parcheggi?

Non sono d’accordo con la tariffa orario fissata a 1,20 euro per ora, la zona servita non è fiorente, non c’è utenza, non ci sono uffici, non so come sia stato possibile adottare questi provvedimenti, è da tempo che dalla mia caffetteria lancio messaggi a più di qualche politico di questa amministrazione, ho detto loro: la mattina fatevi una bella passeggiata da Portasalza fino alla caserma dei Carabinieri e contate il numero di persone che ci sono in qualsiasi orario! Dopo di ciò potete decidere se far pagare o non far pagare o fissare tariffe più basse. Purtroppo non ti ascoltano.

Da dietro il bancone della caffetteria ha servito il caffè a tanti VIP…

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Sono stato onorato di aver ospitato tante personalità importanti del mondo dello spettacolo, delle alte istituzioni, del mondo dello sport, qualche nome, tanto per citarne alcuni, sono passati da qui Dino Meneghin, Rutelli, la Laurito, Sgarbi.

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