La Basilicata petrolio-dipendente

La Basilicata petrolio-dipendente

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Il nostro Governatore Marcello Pittella è salito agli onori delle cronache ponendo prepotentemente alla pubblica attenzione il problema del “Patto di stabilità” che da alcuni anni sta soffocando l’economia italiana. Sentiamo parlare di “Patto di stabilità” tutti i giorni ma non tutti conosciamo esattamente in cosa consiste questa normativa, non è semplice capirne i meccanismi e chi vuole può approfondire la conoscenza acceda a questo link http://urly.it/2kfj .

In Basilicata s’è aperto un vivace dibattito sulla decisione di Pittella di ribellarsi al “patto” per quanto concerne la spendibilità delle risorse provenienti dalle royalties del petrolio.

In poche parole Pittella chiede allo Stato di concedere una deroga per tirare fuori dal Patto di stabilità le entrate che la Regione Basilicata ricava per lo sfruttamento del petrolio. Si pensa ad un disegno di legge che sancisca la spendibilità di quelle risorse ignorando in sostanza una normativa nazionale concordata fra tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, più di qualcuno fa notare che il disegno di legge potrebbe essere impugnato dal Governo e che potrebbe,  con molta probabilità, essere un provvedimento nullo. L’intento di Pittella è quello di aprire un tavolo nazionale sul problema lucano, egli ha chiaramente detto che senza questo provvedimento la Basilicata rischia il default.

Ho sempre dichiarato che mi sfuggono i meccanismi che regolano l’economia, non sono in grado di giudicare se effettivamente la spendibilità o meno di circa 160 milioni di soldi dati alla Basilicata quale risarcimento per il disturbo arrecato per estrazione di gas e petrolio, sono indispensabili per tenere in piedi l’ambaradan dell’economia lucana. Di sicuro è la prova che stiamo messi male se tutta la Regione dipende da una entrata supplementare che doveva essere utilizzata per limitare i tanti danni ambientali arrecati da trivelle e perforazioni oltre che per creare occasioni di sviluppo in una regione depressa per quanto concerne l’occupazione.

I fondi petroliferi invece vengono utilizzati per coprire buchi di bilancio, si pensi alla sanità, o per tenere in piedi l’Università.

Ed ecco che il petrolio, il gas, il business delle energie rinnovabili, i rifiuti d’ogni genere che si vogliono “trattare” in Basilicata diventano un incubo per i lucani.

Il petrolio doveva rappresentare occasione di riscatto per una regione depressa ed invece è stato un bluff, più i danni che i benefici, un consistente flusso finanziario, ma molto meno di quanto raccolgono in altre parti del mondo, non ha migliorato la situazione socio-economica dei lucani, anzi, per una sorte di maleficio, la Basilicata è precipitata in un baratro che le assegna la maglia nera di regione più povera d’Italia. Sono invece certi ed evidenti i danni ambientali e alla salute nei territori interessati alle estrazioni. C’è la concreta possibilità che lo Stato imponga altre devastanti concessioni alle compagnie petrolifere espropriando alle regioni le  competenze autorizzative.

Di fronte ad uno scenario apocalittico con circa il 65% del  territorio lucano, non esclusi i mari prospicienti le coste,  a rischio trivellazioni, il dibattito politico si infiamma sulla richiesta del governatore Pittella di infrangere il Patto di stabilità.

Politicamente la “proposta” di Pittella si può anche appoggiare, fra l’altro il buon Marcello ci mette enfasi e passione vera per sostenere la sua proposta ma credo che i problemi della Basilicata non svaniranno d’incanto se il Governo e la UE concederanno una deroga per spendere i soldi delle royalties.

Ben altri sono le sofferenze di questa terra, spopolamento, emigrazione, economia al collasso, questione ambientale, mancanza di infrastrutture, tutti temi che non hanno nessuna soluzione dietro l’angolo, la politica incartata dietro le baruffe di quello che è stato fino all’altro ieri “partito regione” mentre i problemi rimangono tali  e di soluzioni non se ne vedono all’orizzonte.

Caro Marcello, va bene la ribellione al Patto di stabilità ma muoviamoci per davvero per salvare la Basilicata. Non vorrei che siamo di fronte ad una scena in cui si indica la luna ed invece tutti si soffermano a guardare il dito.

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