Intervista all’Assessore Alessandro Galella

Intervista all’Assessore Alessandro Galella

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(da Controsenso del 5 ottobre 2019)

Alessandro Galella, noto in città per il suo impegno nell’associazionismo, è uno dei Portatori del Santo, è anche  un ultras storico essendo uno dei più accaniti sostenitori della squadra di calcio cittadina. Dopo una consiliatura sui banchi del consiglio comunale nelle file dell’opposizione da quest’anno, sostenendo la coalizione del Sindaco Guarente, è diventato Assessore con delega all’Ambiente, Energia e Turismo. Da subito ha mostrato un attivismo inconsueto negli anni passati, molto apprezzato da tanti potentini, e, qualcosa, in termini di pulizia della città, si incomincia a vedere, ma c’è ancora molto da fare.

Assessore, dai banchi dell’opposizione all’assunzione di responsabilità diretta nella gestione della città in un settore, quello dell’ambiente, cosa ha ereditato e come intende operare per far uscire definitivamente la città dall’emergenza rifiuti?

I rifiuti sono solo una parte dei grandi problemi che ho ereditato, per fortuna da qualche anno qualcosa era iniziato a cambiare, ma ciò  che ha fatto alla città  il centrosinistra per 30 anni è  veramente pazzesco. Disorganizzazione e inefficienza erano la regola. La città  non ha gli strumenti per essere pulita, per punire chi la sporca e per curare il verde pubblico, per non parlare di tombini, marciapiedi e parchi. Bisogna costruire e organizzare tutto per raggiungere l’efficienza che ogni città  dovrebbe avere.

A giudicare dalle tante lamentele che leggiamo sulla stampa e sui social bisogna rivedere qualcosa nella raccolta differenziata, cosa c’è in programma?

Il problema principale non è  la raccolta, che funziona bene. Il problema sono gli incivili e peggio ancora quelli che pensano di essere furbi. Questi geni che buttano di tutto nei bidoni delle zone periferiche della città non sanno che tutti i costi della pulizia e dello smaltimento, li pagano interamente i cittadini con la tassa sui rifiuti. Più  imbecilli ci sono, più  spendiamo per pulire e per smaltire, più  i cittadini pagano e più  soldi togliamo dalle tasche dei potentini per i rifiuti, meno soldi si spendono che tornano nell’economia cittadina. Questi imbecilli rendono solo la città  più  sporca e i cittadini più  poveri.

In particolare molti utenti lamentano che i contenitori sono insufficienti e il calendario dei ritiri non è rispettato, cosa si può fare per rispondere a queste segnalazioni?

Sia i ritardi che i contenitori pieni sono entrambi problemi creati da chi pensa di essere furbo invece è  solo un incivile. Si perché  il conferimento di un numero maggiore di sacchetti di quelli che sono previsti nella zona, causa l’impossibilità  di prelevamento da parte dell’Acta perché  l’area deve essere prima bonificata, con costi incredibili per la bonifica e perché  tutto viene portato in discarica, dove paghiamo 220 euro a tonnellata. In ogni città  dove funziona la differenziata, funziona il corpo dei vigili destinati al controllo dei reati ambientali. Questi furbi devono essere puniti, altrimenti qualunque cosa faremo non funzionerà.

Il bubbone dell’abbandono dei rifiuti, soprattutto nelle periferie, non è stato debellato. Cosa in concreto sta facendo l’ACTA con gli ispettori ambientali?

Il problema non riguarda Acta ma i vigili urbani, solo loro possono fare indagini e verbali.

A dire il vero esistono i decreti del Sindaco del dicembre 2018 con cui si conferisce l’incarico di “Ispettore ambientale” con funzioni di vigilanza e  controllo delle disposizioni comunali in materia di rifiuti a 6 dipendenti ACTA, tale incarico si esaurirà in data 31 dicembre 2019. Bisognerebbe quindi capire se  detti Ispettori ambientali hanno svolto il mandato assegnatogli dal Sindaco.

Ci può spiegare, una volta per tutte, se il sistema di videosorveglianza è attivo? Quante telecamere sono state attivate nei pressi dei punti di conferimento o dei luoghi dove avviene con più frequenza l’abbandono? Quante multe sono state fatte e di che importo?

Le telecamere sono in funzione. Le immagini sono sempre a disposizione della polizia locale. Il report del numero di multe ancora non è  completo, ma presto la comandante della polizia locale renderà  pubblici i dati.

L’inceneritore, che ha assorbito negli anni passati, inutilmente, un mare di risorse, doveva essere utilizzato come “stazione di trasferenza” o impianto di vagliatura dei rifiuti, come stanno le cose? E’ ancora nei piani del Comune un suo utilizzo?

L’inceneritore che ha bruciato solo soldi pubblici è  uno dei monumenti del disastro messo in campo dal  centro sinistra. Li è  stato destinato dalla Giunta De Luca 1 milione di euro di fondi europei per la realizzazione di un impianto che dovrebbe  differenziare ulteriormente l’indifferenziato, ma l’area, che ospita l’officina Acta è  sotto sequestro. L’elenco delle analisi e dei valori richiesti da Arpab si aggiorna costantemente, rendendo il cammino per la riconversione dell’area  quasi impossibile. Grazie al nuovo Assessore Regionale all’Ambiente stiamo cercando di arrivare ad un punto di arrivo, ma sembra molto difficile.

Si è parlato di realizzare un impianto di compostaggio in città in modo da risparmiare sul trasporto dei rifiuti fuori Regione, si farà? Quando? Dove?

L’‘impianto di compostaggio per il quale De Luca ha destinato 3.5 milioni di euro di fondi europei sono per la trasformazione di una parte del depuratore in stabilimento di compostaggio, ma anche in quest’area il centrosinistra non ha fatto mancare il suo monumento allo spreco di denaro pubblico, un termogassificatore, mai entrato in funzione, costato un mare di soldi, che è  al centro dei problemi da risolvere per creare uno stabilimento per il compostaggio all’avanguardia. Anche su questo grazie a Gianni Rosa stiamo spingendo affinché presto si trovi una soluzione.

In merito all’inquinamento elettromagnetico, la città di Potenza non si mai dotata di un piano di localizzazione dei ripetitori così come prevede una Legge Regionale, in Italia si sta cominciando ad attivare i primi ripetitori che diffonderanno il segnale 5G, alcuni comuni hanno “vietato” l’introduzione di questa nuova tecnologia in quanto non si conoscono ancora gli effetti sulla salute, alcuni studi però già parlano di pericolo per la salute. Come si comporterà il Comune di Potenza?

La materia è complessa e richiede una accurata conoscenza  scientifica, per questo motivo abbiamo chiesto un parere all’ARPAB prima di prendere decisioni.

A Potenza è in vigore, fra gli altri, un regolamento che disciplina le fonti che emettono “rumori”, quest’estete ci sono state alcune polemiche per lo sforamento dell’orario indicato nel regolamento, qual è il suo pensiero su questa faccenda?

Le regole vanno rispettate questo è  certo, ma ogni città  ha delle zone che permettono, soprattutto nel periodo estivo, ai giovani e non giovani di trattenersi per aggregazione. Se vogliamo essere una vera città universitaria e vogliamo offrire ai giovani la possibilità  di aggregarsi, dobbiamo creare aree destinate a questo, con orari differenti da quelli abitati.

Lei ha la delega anche sul turismo? Quali azioni ha intenzione di mettere in campo per favorire l’arrivo di turisti a Potenza?

Da due mesi lavoro alla creazione di un grande attrattore, il “villaggio di babbo Natale” che permetta alla città  per due mesi e mezzo di rilanciarsi turisticamente ed economicamente in un periodo importantissimo come quello invernale. Purtroppo il nostro Comune non ha un ufficio turismo, che sto creando e soprattutto non ha un solo euro destinato dal bilancio a questo settore. A breve cambierà  tutto ma c’è  voluto un duro lavoro per aprire il palazzo del turismo e della cultura di vicolo D’Errico. Inoltre ho già  prodotto un progetto per la segnaletica turistica, completamente assente.

In merito alla delega sull’Energia ci può illustrare quali sono le linee guida comunali per questo settore?

Nel settore energia il mio impegno in questi primi mesi è  soprattutto stato rivolto ad estendere la rete del metano e ad accelerare gli interventi previsti in questo settore.

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