Il cuore del Serpentone è nella parrocchia

Il cuore del Serpentone è nella parrocchiaIl cuore del Serpentone è nella parrocchia
Don Donato Lauria

Don Donato Lauria

Articolo pubblicato su Controsenso del 20 febbraio 2016

Per tutti è la chiesa del Serpentone ma il nome “ufficiale” è Parrocchia di Maria Santissima Immacolata, una parrocchia che si identifica nell’attivissimo parroco, Don Donato Lauria, formatosi fra i salesiani oggi è alla guida di una comunità, quella di rione Cocuzzo, che per certi aspetti e per tanti anni è stata zona di frontiera.

Don Donato quale territorio comprende la sua parrocchia? Quanti sacerdoti operano nella parrocchia?

Sulla punta estrema della città, anche a distanza ragguardevole, è possibile notare un complesso abitativo di notevoli proporzioni. La forma degli edifici, anch’essi di considerevole altezza, ubicati sul crinale dell’altura detta il Cocuzzo, non può sfuggire a chi arriva a Potenza.

Si tratta del “Serpentone”, come è stato battezzato dal popolo, che vi ha visto una somiglianza nella sua forma allungata. Insediamenti abitativi si sono avuti tra gli anni ’60 e ’70, incrementati in seguito, dopo il terremoto del 1980, con la costruzione di alloggi di cooperative popolari e di palazzi.

Il numero crescente della popolazione, l’enorme distanza dal centro storico, le difficoltà di collegamento viario, danno all’insediamento la configurazione di un nuovo nucleo abitato, quasi distaccato dalla città che è vista come un miraggio in lontananza.

Il vescovo Mons. Giuseppe Vairo, l’8 dicembre 1978, compie l’atto giuridico dell’istituzione della Parrocchia sotto il titolo di Maria Santissima Immacolata.

Complessa e variegata è la composizione degli abitanti provenienti da varie realtà socio-culturali, con un territorio vastissimo che comprende un nucleo centrale formato da Via Tirreno e Via Ionio, a Nord  dai fabbricati di Via Mediterraneo, Mar Ligure e Mar Egeo, a Nord Est con Via Verderuolo Superiore,  un nucleo commerciale formato da Via del Gallitello, Via Isca del Pioppo e Isca degli Antichi ed un nucleo rurale che comprende attualmente le contrade Gallitello e Valle Paradiso.

Il servizio pastorale è affidato al sottoscritto e al vicario parrocchiale don Sergio con la collaborazione delle Suore Sacramentine di Bergamo.

Qual è la tipologia del tessuto sociale dell’area di competenza? Quali emergenze sociali insistono?

Il territorio della nostra comunità parrocchiale è molto vasto e racchiude, sostanzialmente, due tipologie:  una vasta zona popolare e una zona abitata dal ceto medio. Pochissime le famiglie che possono collocarsi in una fascia medio-alta.

Circa le emergenze sociali va evidenziato il disagio che colpisce le famiglie, soprattutto quelle con problemi socio-affettivi e quelle separate, l’educazione delle nuove generazioni, la precarietà occupazionale. E’ aumentata la crisi occupazionale in quanto sono sempre più le persone ultraquarantenni escluse dal mercato del lavoro e nell’impossibilità di ricollocarsi.  Famiglie di giovani sposi costretti a ricongiungersi ai genitori di uno dei due coniugi per abbattere le spese o sopravvivere con la pensione dei genitori stessi.

Drammatico il precariato che riguarda i giovani.

Molto preoccupante il quadro che emerge sulla famiglia in cui, al crescere delle separazioni e dei problemi affettivi segue di pari passo l’aumento dell’indigenza.

Un vero e proprio allarme è quello che riguarda le nuove generazioni per le quali, come conseguenza di quella definita “emergenza educativa”, cresce l’abuso di alcol e il consumo di stupefacenti anche tra gli adolescenti.

Molte le famiglie monoparentali per lo più composte da mamme con uno o più figli e disoccupate.

Donne di 35-55 anni che si ritrovano a sostenere la crescita di uno o più figli con i soli alimenti disposti dal Giudice durante la separazione, altre vivono senza alcun sostegno, senza un reddito mensile, pellegrinando tra amici, parenti e Caritas, rimediando il necessario per la giornata per sé e per il restante nucleo familiare.

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Quanti sono gli assistiti dalla parrocchia?

Sono più di 100 le famiglie che trovano nella parrocchia un sostegno nel loro disagio, a queste vanno aggiunti un numero elevato di persone provenienti da altre comunità o, addirittura da paesi limitrofi deve non c’è alcun tipo di organizzazione caritativa e/o assistenziale. Diversi sono gli extracomunitari o badanti a cui non neghiamo aiuti economici ed interventi alla persona.

A pre-occuparsi del disagio è in prima linea la Caritas Parrocchiale con un folto numero di volontari esterni ed un organico interno piuttosto stabile. Nel concreto la Caritas parrocchiale cerca anzitutto di rispondere ai bisogni primari del territorio coinvolgendo  tutta la comunità cristiana. La carità e l’attenzione alle persone più svantaggiate infatti sono valori per tutti, che non possono essere delegati a un gruppo di volontari.  E’ compito di ogni cristiano assumersi la responsabilità del territorio dove vive e delle persone che gli abitano vicino. Anche perché nessun gruppo, per organizzato ed efficiente che sia, sarà mai in contatto diretto con le circa 12.000 persone che abitano nella nostra parrocchia. Capita che qualcuno si ammala o viene ricoverato o si ritrova solo o va in pensione o affronti altri cambiamenti di vita non sempre facili… senza che da parte della parrocchia o del gruppo Caritas nemmeno lo si venga a sapere. E’ facile per noi dire che “potevano chiedere se avevano bisogno”: alle volte chiedere non è facile e sarebbe opportuno invece che qualche cristiano si facesse loro accanto in questi momenti, anche solo per ascoltare e far capire che vogliamo essere vicini. Questa è dunque  La Chiesa non è del parroco, non è dei catechisti, del consiglio pastorale ma di tutti coloro che, in essa battezzati, vogliono vivere e operare: sono tante le cose che si potrebbero fare per il bene di tutti se ciascuno cedesse parte dei suo tempo e delle sue capacità. Ognuno di noi può fare qualcosa e qualcosa di importante.

Da questa consapevolezza è nato quest’anno l’ ambulatorio solidale “MEDICI AMICI”.

Sempre più persone, appartenenti alle categorie sociali più svantaggiate,  non possono permettersi di pagare neanche il ticket, figuriamoci una visita specialistica presso uno studio privato per evitare di attendere le lunghissime attese presso le strutture sanitarie e allora rinunciano a curarsi. E’ stata giusta infatti l’intuizione di adoperarsi per aiutare i malati impossibilitati a curarsi.

Le prestazioni ambulatoriali sono completamente gratuite grazie all’operato degli  specialisti che mettono a disposizione le proprie competenze.

Attualmente sono 18 tra  medici e infermieri che hanno offerto la propria disponibilità ad offrire la propria consulenza gratuita, ma altri specialisti stanno confermando via via il loro impegno, per cui il quadro dei “Medici Amici” è in costante aggiornamento. Il tutto in perfetta sintonia e collaborazione con l’AMBULATORIO FARMACEUTICO che opera a Bucaletto.

Quali sono le attività collaterali svolte in parrocchia? Qual è il programma completo delle attività svolte e/o organizzate durante tutto l’anno?

Oltre alle attività pastorali quali la catechesi, l’annuncio del Vangelo, la vita sacramentale e la carità, la Parrocchia promuove una serie di attività che mi è difficile elencarle tutte senza tralasciarne qualcuna, ma tutte sono realizzate per la crescita umana e cristiana di ogni persona e questo non senza difficoltà in quanto nascono dalla consapevolezza che  Il vangelo non è il custode delle coscienze tranquille. E’ piuttosto dono da realizzare, fuoco da portare e sogno in cui abitare.

La nostra Comunità Parrocchiale si sforza di essere così, conosce i propri limiti e l’esiguità delle proprie forze: ma crede nonostante tutto che essa sia lo strumento attraverso il quale Dio visita la nostra vita.

Siamo cresciuti molto in questi anni, siamo diventati  una famiglia nella quale ci si conosce, si lavora insieme e si fa esperienza di vita cristiana e di dialogo promuovendo  molteplici  iniziative:

L’oratorio:  è una proposta della Parrocchia indirizzata a tutti i ragazzi. Il suo obiettivo irrinunciabile è fare incontrare i ragazzi con il Signore e tra di loro o, almeno, prepararli e favorire questo incontro, attraverso il gioco,  iniziative di tipo sportivo e ricreativo (tornei, feste, serate, Estate Ragazzi etc.), culturale (musica, turismo, giornalino, teatro, incontri vari etc.), e spirituale (preghiere, letture bibliche etc.).

Recupero scolastico, anche detto “doposcuola” è rivolto ai ragazzi della scuola primaria e, se possibile, scuole superiori che dovessero presentare durante l’anno scolastico momenti di criticità o scarso profitto. L’attività di recupero è organizzata su base esclusivamente volontaria. Essa è, infatti, un modo da parte degli operatori del settore, per mettere a disposizione degli altri un dono, quello dell’insegnamento, che, come tutti i talenti, viene da Dio e quindi deve essere sfruttato a vantaggio del prossimo.

Attività’ teatrale, nasce per gioco nel 1999 proponendosi, più di ogni altra cosa, l’aggregazione di adulti e ragazzi nel contesto del quartiere; diventa ben presto un gruppo affiatato  con la denominazione “SCACCIAPENSIERI”  proseguendo oggi la sua attività anche fuori regione rappresentando commedie in vernacolo potentino e promuovendo la cultura del teatro dialettale.  Al gruppo teatrale è affidata, in collaborazione con tutte le altre realtà parrocchiali, la “PASSIO CHRISTI”,   Rappresentazione vivente della Passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo, giunta quest’anno alla 16° edizione, che richiama un numerosissimo pubblico proveniente anche dai paesi limitrofi.

E’ inoltre supervisore delle tante attività dei giovani come RECITAL, MUSICAL e RASSEGNE ARTISTICHE.

Come giudica gli appelli di Papa Francesco tendenti a moralizzare la chiesa?

Il nome di Francesco che il Santo Padre ha scelto ha in sé il programma per una Chiesa povera per i poveri. E il suo stile vicino, umile e pieno di allegria, ha portato nella Chiesa speranza e aria fresca. Ci sarà molto da fare ma credo sia la strada giusta, una strada già tracciata dai suoi predecessori e che trova in Francesco la giusta continuità.

Nella sua parrocchia esiste un “tariffario” (matrimoni, battesimi, funerali) applicato per sopperire alle esigenze della parrocchia?

Per l’amor di Dio!!! Ricordo di averlo rimosso, come primo atto, il giorno dopo l’inizio del mio ministero in questa parrocchia, il 4 novembre del 2000 (quindi molto tempo prima che lo dicesse il Santo Padre Francesco) e non me ne sono mai pentito. Una comunità matura che conosce molto bene, perché ne fa esperienza a casa propria,  quanto costa la gestione ordinaria della Chiesa e delle opere annesse, non ha bisogno di “tariffari” né di imposizioni. Ognuno dà liberamente secondo le proprie possibilità. E’ questione di “educare” alla partecipazione consapevole. Coloro che vivono attivamente la Comunità conoscono molto bene anche le sofferenze economiche della stessa e allora basta inventarsi qualche iniziativa come mercatini, vendita dolci o pasta fresca, lotterie e il gioco è fatto. Coloro che invece vivono ai margini, molto spesso, anche davanti ad un avviso del parroco su una maggiore generosità nelle offerte, trovano e troveranno sempre da dire e da ridire nonostante i tantissimi servizi che la Parrocchia offre a tutti senza discriminazioni e gratuitamente.

 

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