Il Centro Storico di Potenza, la ricetta di Salvatore Guttieri per rivitalizzarlo

Il Centro Storico di Potenza, la ricetta di Salvatore Guttieri per rivitalizzarlo

Articolo pubblicato su Controsenso del 3 febbraio 2018

 

Il Centro Storico di Potenza nel corsi degli anni è andato svuotandosi, è stato il terremoto del 1980 a fare da spartiacque fra due epoche, prima del 23 novembre 1980 tutta la vita sociale, amministrativa e commerciale si svolgeva nell’ideale perimetro del centro della città, la sede delle principali Istituzioni politiche, Regione Basilicata, Amministrazione Provinciale e Municipio erano ubicate lungo l’asse di via Pretoria, il palazzo di Giustizia, importanti Enti erogatori di servizi (SIP ed ENEL) avevano la sede in centro, tutto il commercio si svolgeva fra via pretoria ed i vicoli adiacenti, i mercatini dei prodotti ortofrutticoli erano ubicati “sopra Potenza”. Poi con il tempo il Centro Storico si è quasi desertificato,. Poche le attività commerciali che hanno resistito allo tsunami della delocalizzazione o della crisi, fra questi è l’attività di ferramenta oggi della famiglia Guttieri ubicata in via XX settembre. Abbiamo incontrato Salvatore Guttieri, che insieme alla madre, gestisce l’attività  dello “storico” negozio.

sALVATORE gUTTIERI E LA MADRE

Signor Guttieri da quanto tempo esiste la vostra  attività?

La ditta Guttieri esiste dal 1935, e vi lavoravano cinque fratelli: Gerardo (mio padre, classe 1910), Alfonso (classe 1908), Raffaele (classe 1904), Luigi (classe 1914) e Giovanni (classe 1916).

La sede è sempre stata in questi locali?

La sede era originariamente in Piazza del Sedile (attuale Piazza G.Matteotti), a fianco al Caffè Dragone. Poi, nel 1962, a seguito della divisione, mio padre si spostò nell’attuale sede di Via XX Settembre 4.

Può farci la storia della vostra attività?

Nel 1922 mio padre Gerardo lasciò il paese d’origine Conca dei Marini, vicino Amalfi, per venire a Potenza a lavorare nel negozio dello zio materno che già dal XIX secolo era presente nel commercio potentino. Diventando adulto, a venticinque anni, volle intraprendere una strada sua, e prese in affitto un locale commerciale in Piazza del Sedile, chiamando a raccolta tutti i fratelli che cominciarono a lavorare insieme, ponendo le basi di un’attività che ben presto divenne un punto di riferimento anche per le mesticherie in tutta la provincia. L’attività passò indenne gli anni della II Guerra Mondiale, continuando e rinforzando la sua presenza fino al progressivo allontanamento dei fratelli che intrapresero la stessa attività in maniera indipendente. Mio padre fu l’ultimo ad allontanarsi per fondare quella che ancor oggi è attiva nella sede di Via XX Settembre 4, nel Centro Storico. Nel 1991, in seguito alla morte di mio padre, l’attività è passata a mia madre Luisa, che fin dalla sua fondazione nel 1962 aveva coadiuvato nella conduzione, e che ad oggi ne è la titolare. L’azienda attualmente conserva l’allestimento “storico” per la nostra precisa volontà di mantenere l’aspetto di antica mesticheria, nella quale il rapporto di fiducia del cliente nel commerciante, e la presenza di articoli particolari, spesso ormai praticamente introvabili, ne fanno un punto di riferimento anche per gli amanti del modernariato, oltre che del fai da te.

Com’è cambiata la città in relazione alla sua attività?

Negli anni del boom economico, il Centro cittadino rimaneva il riferimento per coloro i quali venivano da tutta la provincia per disbrigare servizi e pratiche presso gli uffici pubblici, e ovviamente vi effettuavano i loro acquisti un po’ per convenienza logistica, un po’ per il rapporto di fiducia ed amicizia che si instaurava con il commerciante. Fino agli anni ’80, la gente arrivava al Centro prevalentemente attraverso la Porta S.Giovanni, storico accesso per le persone provenienti maggiormente dall’hinterland che volge a Nord. La storica piazzetta ospitava un fiorente mercato, non solo food, che insieme a quello di Piazza Duca della Verdura, e quello “dei poveri” in Via Beato Bonaventura, richiamavano clientela anche dai rioni periferici di Potenza.

Oggi il decentramento degli uffici amministrativi, la delocalizzazione di parecchie attività verso zone periferiche del Capoluogo nella ricerca di un più facile utilizzo dei mezzi di trasporto, e la crescita dimensionale della città hanno frammentato il commercio distribuendolo su tutto il territorio cittadino. Gli storici mercati sono stati eliminati e conseguentemente il Centro ha perso molta parte dell’attrattività dal punto di vista commerciale, per cui la fuga delle attività commerciali ha depresso l’offerta di merci e servizi per gli abitanti ed i frequentatori del Centro Storico che in molti casi si vedono costretti ad andare ad acquistare in periferia con il proprio mezzo di trasporto, viste le difficoltà che il TPL sta attraversando.

Come giudica l’azione del Comune di Potenza in relazione all’esercizio della vostra+ attività (tasse varie – IMU – Tari), provvedimenti sul traffico e la viabilità, azioni di contrasto all’abusivismo, decoro della città?

Mi rendo perfettamente conto che il Comune attraversa un periodo decisamente nero dal punto di vista economico, per cui non ci si poteva aspettare altro che l’applicazione delle tariffe attuali per le tasse comunali, il cui ricavato spero almeno possa contribuire a riportare i servizi al cittadino ad un livello accettabile, e che alimenti quindi anche la volontà di fare impresa. Il nuovo regime di raccolta differenziata è in una fase confusa, sebbene comprensibile a causa della novità e della scarsità dei mezzi a disposizione, ma ho motivo di pensare che le cose possano migliorare, confidando nella maturità e nel senso civile di tutti i Potentini perché tengano comportamenti che non peggiorino la situazione e favoriscano la messa a regime del nuovo metodo di raccolta. I Potentini hanno indubbiamente gradito le opere di riqualificazione che interessano il Centro Storico, i suoi vicoli e le vie. Nel condurre la nostra attività, è molto frequente raccogliere pareri da parte dei clienti sulle più svariate tematiche, ivi comprese quelle relative ai provvedimenti adottati in materia di viabilità e riqualificazione della zona, e in parecchi accennano alla necessità che il Centro Storico ritrovi un luogo di scambio commerciale e culturale rappresentato dai luoghi adibiti a mercato.

L’abusivismo è un vecchio cancro del commercio cittadino. La nostra città è da tempo terreno fertile per il commercio abusivo praticato sfacciatamente, viste le trascurabili sanzioni applicate agli operatori di questa deprecabile quanto scorretta pratica. Un modus operandi che troppo spesso elude totalmente spese e tasse, diventando scorrettamente concorrenziale nei confronti degli operatori onesti sui quali gravano i costi e le imposte ineludibili per la caratteristica di commercio a posto fisso. Troppo spesso si comminano provvedimenti troppo blandi a carico di abusivi che vengono anche da fuori regione ad infestare il tessuto commerciale locale con prodotti che raramente presentano le necessarie e dovute caratteristiche di tracciabilità e igiene imposte dalla legge. Una voce a mio avviso molto importante, e che va assolutamente regolamentata, nel commercio ambulante più o meno abusivo, è poi quella di coloro che mettono in vendita derrate alimentari, frutta e verdura, agli angoli dei vicoli del Centro Storico, laddove spesso sono visibili le tracce di deiezioni canine. Soprattutto per costoro, a mio avviso, è necessario ripristinare le aree mercatali in Centro, in quanto è inconcepibile che si permetta il commercio di frutta e verdura in condizioni igieniche a dir poco inadeguate.

Quali sono le problematiche del quartiere in cui c’è la vostra attività, cosa si sente di proporre per rivitalizzare la città?

Il Centro Storico cittadino, a causa della diminuita frequentazione, diventa sempre più un luogo ove si rilevano problematiche sociali, dalla microcriminalità allo spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. Sarebbe opportuna una maggiore presenza della Forza Pubblica, quale deterrente per le azioni criminose che ultimamente hanno arricchito le pagine di cronaca, e per il contrasto alla illecita somministrazione di alcoolici, in particolare ai minorenni, che ad oggi evidentemente non trova adeguate azioni sanzionatorie, visto il perdurare del problema.

Giacché il commercio è sempre stato il motore che ha dato vita ai rioni cittadini, a mio avviso sarebbe opportuno intraprendere azioni promozionali per la riqualificazione e valorizzazione delle attività commerciali del Centro mediante l’istituzione di particolari formule di concorsi per la valorizzazione estetica delle attività commerciali e dei relativi spazi espositivi; in più, forme di incentivo per le attività che procrastinino l’orario di chiusura rendendo gradevole ed accogliente il Corso principale e i caratteristici vicoli del Centro con le luci delle vetrine. Allo stesso tempo, ritengo opportuno promuovere un ricco calendario di attrazioni culturali e di costume per incentivare la frequentazione del Centro Storico da parte dei cittadini residenti in periferia, come di coloro che giungano dai centri limitrofi, utilizzando le strutture che ad oggi risultano impegnate prevalentemente per eventi politici, ben lungi dalla loro destinazione d’uso originaria. Infine, opportuno sarebbe portare negli stabili disponibili al Centro alcuni importanti riferimenti rappresentativi quali, ad esempio, il Rettorato dell’Università, oppure utilizzare palazzi storici per accogliere nuove Facoltà universitarie che non necessitino di particolari strutture didattiche, come Giurisprudenza, o materie umanistiche.

 

 

 

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