I potentini riscoprono il Basento

I potentini riscoprono il BasentoI potentini riscoprono il Basento

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E’ passato poco più di un mese da quando il Parco Fluviale del Basento è stato riaperto in tutta la sua interezza, compreso il nuovo ponte che collega le due sponde del fiume, ed i potentini hanno gradito molto questa nuova area di svago, se è vero, come è vero, che i 2.300 metri di percorso sono frequentati quotidianamente da centinaia di persone. Abbiamo voluto misurare il livello di gradimento delle persone che passeggiano o che corrono sulla pista, abbiamo altresì raccolto proposte e proteste che giriamo agli Amministratori comunali. Dopo l’apertura il Comune ha fatto eseguire lo sfalcio dell’erba e, da un paio di settimane, sono state collocate una decina di panchine e un numero adeguati di cestini portarifiuti, ma solo sul nuovo tratto, andrebbero posizionate altre panchine ed altri cestini portarifiuti sul vecchio percorso. Si attende ancora l’apertura del tracciato realizzato sul lato destro del Basento che parte dal ponte su via della Tecnica per arrivare sotto il ponte Musmeci, circa 900 metri, completato già da alcuni mesi ma non ancora aperto alla fruizione. Per questo tratto di “parco” si sta studiando la possibilità di realizzare due scalinate ai lati del ponte su via della Tecnica per dare continuità con il percorso dell’altra sponda.

In più giorni siamo stati lungo il percorso del “parco fluviale” ed abbiamo ascoltato i frequentatori.

Una coppia di coniugi di mezza età fa rilevare che i parcheggi a disposizione per chi vuol frequentare il “parco” sono pochi e, soprattutto nella mattinata quando le attività commerciali di via della Chimica sono aperte, risulta difficile lasciare l’auto, la stessa criticità si riscontra dall’altro lato, in via della Fisica, dove i parcheggi disponibili nei pressi di ARPAB e RAI sono perennemente occupati dai dipendenti e dagli avventori delle attività presenti in via dell’Edilizia. Segnalazione veritiera, bisogna precisare che su via della Fisica, di fronte il fabbricato che ospita gli uffici di RAI ed ARPAB, viene utilizzato come parcheggio un tratto sterrato che in origine era marciapiedi, il marciapiedi venne eliminato per far parcheggiare le auto a servizio degli uffici dell’ARPAB, ebbene è così, a Potenza invece di costruirli i marciapiedi li eliminano per far posto alle auto in sosta, ora che tutta la Zona Industriale di Potenza sta per passare al Comune di Potenza ci si augura che il marciapiedi smantellato venga ripristinato così si eviterà il pericolo a chi deve percorrere un tratto di strada dove quasi nessun automobilista rispetta il limite di 50 km/h.

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Rimanendo al problema di accessibilità all’area fluviale ci fa notare un signore che ogni mattina presto viene a correre lungo il fiume che sia su via della Chimica che su via della Fisica non c’è un solo passaggio pedonale per accedere in sicurezza alle entrate nel “parco”; oltre alle strisce pedonali andrebbe realizzata, sulle strade adiacenti, anche tutta la segnaletica orizzontale oggi del tutto assente.

Una criticità del passato è stata però sanata con l’ultimazione dei lavori, non esisteva nessun accesso alla pista riservato ai disabili o ai bimbi in passeggino, oggi ci sono due entrate accessibili con una carrozzina, un passeggino o in bicicletta, il primo ingresso è stato realizzato sul prolungamento della vecchia pista ed è stato costruito in via della Meccanica, l’altro, con doppio accesso senza ostacoli, è quello su via della Chimica e via della Fisica e coincide con l’ingresso al nuovo ponte, finalmente si realizza un’opera pubblica senza barriere architettoniche e che tiene in considerazione i diritti dei disabili.

In molti portano i propri cani a sgambettare, qualcuno fa notare che ci sono proprietari che staccano il guinzaglio ed abbiamo avuto modo di constatare che un cane lasciato libero s’è azzuffato con due pastori tedeschi, anche sulla pista del parco abbiamo osservato i “bisognini” non ripuliti dal proprietario.

Due ragazzi ci segnalano che quando piove all’ingresso del ponte di via della Chimica si forma un lago in quanto non esistono i pozzetti di scolo delle acque pluviali e quando la pioggia è un po’ più forte del solito la strada rimane allagata per molto tempo.

Un pericolo reale è rappresentato da molti alberi rinsecchiti, anche di grosse dimensioni, presenti lungo la parte nuova del tracciato del “parco”, molte piante sono cadute di recente dopo il maltempo dei mesi scorsi, qualcuna deve essere ancora recuperata ma è urgente prevedere l’abbattimento di quegli alberi in precarie condizioni di equilibrio che possono, in caso di vento, creare reale pericolo ai tanti frequentatori. Abbiamo notato che alcuni degli alberi pericolosi sono stati “segnati” con vernice rossa, probabilmente sono quelli che è stato programmato di eliminare ma non abbiamo capito chi deve fare questa operazione in considerazione che le competenze sui fiumi sono dell’Autorità di bacino, abbiamo contatto gli uffici dell’Autorità per sapere se era in programma la bonifica delle aree fluviali del Parco del Basento ma ci hanno riferito che il taglio degli alberi non è una loro competenza, chiunque abbia titolarità ad intervenire lo faccia al più presto.

Una grave pecca di chi ha progettato il parco è stata quella di non prevedere l’impianto di pubblica illuminazione per cui la fruizione nei mesi invernale si deve limitare alle ore antimeridiane, in molti chiedono con forza che si colmi questa lacuna.

Lungo i 2.300 metri di tracciato ci sono solo tre fontanini, uno è privo del rubinetto rubato dai soliti vandali, tutti ubicati lungo il vecchio tracciato, servono altre fontane per il ristoro nelle ore più calde anche lungo il nuovo tracciato.

Serve altresì un punto di ristoro, il bar previsto sotto il ponte è un’opzione futura, per ora c’è solo la struttura da ultimare e fare il bando per la gestione, pare che ci si stia attivando per reperire il finanziamento necessario con la speranza che i tempi della burocrazia non siano gli stessi che hanno richiesto sei anni per ultimare i lavori di ampliamento.

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