Così la vede Mimì Chiorazzo storico ristoratore del Centro Storico di Potenza

Così la vede Mimì Chiorazzo storico ristoratore del Centro Storico di Potenza

mimì

Pubblicato su Controsenso del 21 aprile 2018

 

Via Rosica è una strada parallela a via Pretoria, inizia da piazza Mario Pagano  e s’addentra nel borgo antico di Potenza per sbucare a Portasalza, lungo il percorso c’è  l’ex Grancia di San Lorenzo che oggi ospita gli uffici del TAR, la Chiesa di San Michele e, quasi alla fine del percorso, Palazzo Marsico. La strada, che  si percorre a senso unico, è diventato un deserto “commerciale”, prima del terremoto del 1980 era un pullulare di persone anche grazie al mercatino posizionato nei pressi della chiesa di San Michele e per la presenza di alcuni negozi, oggi sono sopravvissute  non più di due o tre attività commerciali fra cui il ristorante “da Mimì” di Domenico Chiorazzo.

Mimì Chiorazzo è uno degli operatori storici di Potenza, lo incontriamo nel suo caratteristico locale.

Mimì lei non è potentino però opera nel campo della ristorazione a Potenza da tanto tempo, quando ha aperto il suo ristorante nel capoluogo di regione?

Il mio locale esiste dal 1971, salvo un breve periodo di chiusura casa terremoto, per alcuni anni,dal 1981 fino al dicembre 1986, mi sono trasferito sulle scale Lapolla per poi tornare nell’attuale sede.

Com’è cambiata la città ed il centro storico in particolare, dal punto di vista di un operatore della ristorazione?

La città in generale è cambiata in peggio, il centro storico in particolare, perché si è svuotata per quanto riguarda gli uffici pubblici, questo non certamente per cola di noi operatori commerciali, sicuramente i nostri amministratori avrebbero dovuto interessarsi di più a queste vicende, in tutti questi anni abbiamo perso non meno di 4-5.000 posti di lavoro con tanta gente che ha dovuto trasferirsi fuori regione ed in questo tempo non c’è stato un ricambio, una programmazione che abbia consentito di recuperare, almeno in parte, i posti di lavoro perduti. La città è andata di male in peggio.

E per quanto concerne la situazione delle attività di ristorazione?

La situazione è disastrosa. Prosperano solo i bar, se ne aprono in grande quantità ovunque, di questo non si possono incolpare le Istituzioni anche se si poteva tentare di contingentare e di regolamentare in maniera più razionale la presenza di locali di una certa merceologia. Sta di fatto che a causa dello spopolamento di per se e del cambio di abitudini dei potentini che frequentano di meno il centro cittadino, abbiamo avuto un calo di presenze e di introiti, che si possono quantizzare intorno al 70%, il potentino preferisce frequentare i locali dove è facile arrivare con l’auto se poi si mettono in campo scelte che rendono difficile arrivare e sostare nel centro è normale che le presenze e gli incassi calino,  anche noi operatori abbiamo le nostre colpe. A Potenza la ristorazione di tipo tradizionale ne è rimasta poca, oggi vanno di moda i locali tipo “mordi e fuggi”.

Quindi anche i politici hanno le loro colpe?

La città è uscita da 10 anni di amministrazione Santarsiero a cui, però,  bisogna dar atto che qualcosa di buono ha fatto per la città, sta di fatto che oggi la città è stata abbandonata, ultimamente, in una interlocuzione con un esponente politico regionale, ho fatto delle riflessioni in cui faccio rilevare che la provincia di Potenza conta circa 370.000 abitanti contro i 200.000 di quella materana, il rapporto è di circa 2/3 contro 1/3, se questo rapporto valido per la popolazione venisse rispettato anche per quanto riguarda i finanziamenti ci accorgeremmo che Potenza e provincia sono penalizzati. Da 10 anni a questa parte gran parte delle risorse pubbliche sono dirottate nel materano. Tutti le risorse attribuite in capo alla regione Basilicata andrebbero distribuite tenendo conto della distribuzione della popolazione sul territorio.

Come giudica l’azione del Comune di Potenza in relazione all’esercizio della sua attività (tasse varie – IMU – Tari), provvedimenti sul traffico e la viabilità?

Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, che è una imposta  iniqua perché la si fa pagare anche in base alla superficie e che già corrispondiamo con l’IMU,  potrebbe sembrare che  l’importo non sia aumentato ma con l’introduzione della raccolta differenziata agli operatori commerciali sono attribuiti obblighi e compiti che determinano, in pratica, un incremento dei costi, tutti siamo d’accordo nel voler collaborare facendoci fare la raccolta differenziata ma non si possono rimanere le stesse tariffe. Il centro storico di Potenza è diventato peggio di una estrema periferia, in teoria tutti dicono di operare per una la rivitalizzazione e una rivalutazione del nostro centro storico ma poi le azioni sono esattamente contrarie a ciò che vorrebbero fare, si potrebbe, come propone qualcuno, rimodulare l’IMU in basso e favorire la vendita o la locazione dei tanti locali oggi chiusi all’interno del perimetro del centro storico. Io sono venuto a Potenza nel 1961 per frequentare la scuola alberghiera, poi sono andato via per ritornarci nel 1969 e posso dire senza poter essere smentito che da allora la situazione è andata sempre peggiorando sia per quanto riguarda il commercio che quello che concerne la sistemazione della città. Per quanto attiene  la programmazione per favorire il “riempimento” dei contenitori che si andavano man mano svuotando è completamente fallita ed i fabbricati lasciati da tanti uffici sono rimasti vuoti. Questo Sindaco aveva assicurato che avrebbe riportato tutti gli uffici comunali nel centro storico ma oggi già non se ne parla più, si vocifera che il trasloco non è stato operato per la contrarietà dei funzionari e dei dipendenti comunali.

Lunedì scorso è finalmente entrata in esercizio la nuova disciplina della sosta, cosa cambierà nel centro cittadino?

Può darsi che sia una mia mancanza, probabilmente non ho partecipato a qualche incontro con l’amministrazione comunale ma può darsi che noi operatori commerciali non siamo stati invitati….

Viole dire che la nuova regolamentazione della sosta è stata pensata senza  alcuna consultazione con le associazioni delle varie categorie?

Proprio così, andavano ascoltate tutte le categorie perché ogni tipo di attività ha un problema diverso, il dettagliattante chiude alle 13.30 e alle 20.30  mentre noi ristoratori da quell’ora cominciamo a lavorare. Quando ci sono cambiamenti significativi vanno ascoltate tutte le categorie su cui il piano va ad incidere, sembra che sia agito in modo tale da impedire alla gente di salire in centro, non si spiega per quale motivo sia stata disposta la chiusura delle scale mobili alle ore 22.00. Se un cittadino che decide di salire in centro, utilizzando il parcheggio di viale dell’Unicef o a viale Dante come deve fare poi a tornare a riprendere l’auto se gli impianti li chiudono così presto? Per non parlare delle tante rampe di scale mobil non funzionanti da troppo tempo. I nostri amministratori queste cose le sanno o fanno finta di non saperle?  E se le sanno perché non fanno nulla per cambiare queste decisioni assurde?

Lei cosa vorrebbe suggerire agli amministratori comunali?

La mia proposta risale a quando il Comune decise di realizzare un terminal bus, invece di andarlo a fare in quell’imbuto di viale del Basento lo si doveva fare nel parcheggio realizzato in viale dell’Unicef come suggerii all’allora Sindaco Santarsiero, consigliai di realizzare da subito un impianto fotovoltaico sulle rampe delle scale mobili in modo da ammortizzare le spese dell’energia elettrica ed alleggerire le consistenti spese per la loro gestione.  Una delle soluzioni per rendere efficiente il servizio di trasporto pubblico potrebbe essere l’utilizzo di bus tipo  mininavette con funzione di  percorso circolare, utilizzando mezzi con entrata posteriore, così come avviene per esempio ad Ischia e Capri che hanno gli stessi problemi di strade strette come nel nostro centro storico. Prevedere l’utilizzo di almeno 4 mezzi che percorrono di continuo le strade cittadine, aumentando la frequenza negli orari di punta, in questo modo il cittadino sarebbe invogliato a lasciare l’auto a casa.

Il centro della città si riempie solo in occasione di particolari eventi, secondo lei per incentivare la gente a salire “sopa Putenza” chi dovrebbe impegnarsi, amministrazione comunale, associazioni, o voi commercianti,  a organizzare più eventi?

Noi operatori del centro storico abbiamo le nostre responsabilità, la “politica” ha tentato sempre di divedere i commercianti e noi, stupidamente, ci siamo cascati come polli e non si riesce ad organizzare un Comitato del centro storico che sia una volta per sempre unito.

Se si vuole che il centro di Potenza torni ad essere il perno ed il cuore della città occorre che tutti gli operatori economici della città si mettano tutti insieme e con trasparenza facciano  il punto della situazione per poi  stilare un programma annuale cercando di coprire tutto l’arco dell’anno, ogni mese ci deve essere almeno un evento,  il tutto con la concertazione con la civica amministrazione che deve fare la sua parte operando in modo da non penalizzare il centro rispetto alle altre zone della città a cominciare dalle misure in materia di viabilità.

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