Cambio di guardia all’ARPAB, il resoconto del Direttore uscente

Cambio di guardia all’ARPAB, il resoconto del Direttore uscente

2014-07-14 11.52.21

Nella mattinata del 14 luglio presso l’aula magna dell’UNIBAS il Direttore uscente dell’ARPAB, Raffaele Vita, ha organizzato una convention per illustrare i dati relativi ai quattro anni di direzione dell’Agenzia lucana per la protezione dell’ambiente.

Raffaele Vita s’è insediato negli uffici di via della Fisica dopo la bufera abbattutasi sull’Agenzia per la tormenta gestione di Sigilitto che ha ancora degli strascichi giudiziari in corso ed ha dovuto lavorare sodo per ricreare una credibilità pesantemente compromessa dell’Ente sub regionale.

Ci sarà riuscito? Cerchiamo di capirci qualcosa leggendo i dati resi noti a fine mandato.

Tanto per cominciare il mandato di Vita cominciò con un deficit di 1.667.338,26 €, curiosando fra i numeri  del report consegnato al convegno si apprende che il “risultato di competenza dal gennaio al 30 giugno 2014” è estremamente positivo, è questo un indicatore che evidenzia il risultato di gestione e pare che certifichi lo stato di buona salute dell’ARPAB perché indica in 8.231.513,510 € le entrate nel primo semestre di quest’anno. Oltre alle rimesse della Regione Basilicata si sono incassati fior di quattrini per attività che in precedenza non erano svolte, fra cui analisi e controlli relativi alle varie AIA, VIA, VAS di pertinenza ARPAB e pagate dalle aziende sottoposte a verifiche. Nello stesso periodo, 1° gennaio – 30 giugno 2014, l’ARPAB ha avuto uscite per 5.191.982,77 € quindi con un segno più di circa 3 milioni di euro, bel risultato, ma a leggere il dettaglio si apprende che il 68% delle spese è necessario alla gestione del personale e solo 32% delle entrate è speso per le attività istituzionali, non è stato dato il dato relativo alla gestione precedente ma in tutti i casi le cifre andrebbero invertite, servono più risorse per fare monitoraggi, acquistare apparecchiature e materiale per i laboratori.

Conti in ordine, quindi, anzi ci sarebbero da esigere altri quasi 5 milioni di euro dalla Regione Basilicata ed è per questo motivo che il buon Raffaele Vita afferma che la gestione virtuosa dell’ARPA lucana è fra le più positive delle agenzie italiane, lo conferma anche il direttore dell’ARPA Puglia e coordinatore di tutte le ARPA italiane, il prof Giorgio Assennato nel suo intervento.

Oltre al positivo bilancio economico ci sono dati molto confortanti per quanto concerne l’attività vera e propria dell’Agenzia e i raffronti con la precedente gestione sono imbarazzanti per cui quelli che affermano che Vincenzo Sigillito ha guidato un carrozzone non hanno tutti i torti, qualcuno, a livello politico, doveva intervenire prima che lo facesse la Magistratura. Vediamo qualche dato.

Il laboratorio strumentale di Potenza nel 2010, vecchia gestione, analizzò 1.116 campioni, nel 2013 i campioni analizzati sono stati 2.913, molto più del doppio. Anche il numero dei “parametri” analizzati è notevolmente cresciuto, si è passati dai 16.785 del 2010 ai 67.027 del 2013, quadruplicati!. Notevolmente incrementate le analisi dell’acqua potabile e le indagini sulla legionella.

Per quanto concerne i controlli nelle aree interessate dalle estrazioni petrolifere i dati forniti parlano di notevole incremento dei controlli, a fine 2010 il monitoraggio dell’ H2S era quasi inesistente mentre a fine maggio di quest’anno sono presenti 5 centraline ed un laboratorio mobile che analizzano il pericoloso acido solfidrico,  a cui si aggiungono 4 centraline per la misurazione dei rumori.  Il monitoraggio è svolto altresì attraverso l’utilizzo di 8 deposimetri, la realizzazione di 24 perforazioni di sondaggio, 21 punti di campionamento delle acque superficiali di fiumi e torrenti e 7 di campionamenti fissi sul lago del Pertusillo  e altro è in itinere nel breve periodo. E’ stato altresì enfatizzato l’entrata in funzione dal 2012 del Centro Regionale di Monitoraggio Ambientale che ha il compito di integrare i dati ambientali e le informazioni d’ogni genere facendoli gestire ad un unico sistema rendendo disponibili i report in tempo reale.

Che dire….. i numeri sono numeri e vanno letti per quelli che sono, una considerazione però bisogna farla e riguarda la precedente gestione che dal confronto ne esce davvero male, bisogna ricordare che qualche politico coinvolto nello scandalo di allora si premurò più volte di difendere l’operato del Direttore di allora.

Nel suo intervento Raffaele Vita ha tenuto a precisare che nel corso del suo mandato non ha ricevuto pressioni dalla politica per svolgere il suo mandato, credo che bisogna credergli e bisogna invece ricordare che prima che arrivasse lui all’ARPAB la politica ha combinato disastri.

Ovviamente non bisogna santificare il buon Raffaele Vita, in fondo ha fatto, mettendoci magari tanta passione, ciò per cui è stato ben pagato e non bisogna credere che come per magia tutte le problematiche ambientali nella nostra regione sono sotto controllo. Prendiamo atto che la gestione Vita ha rappresentato una netta inversione di tendenza, peggio di chi lo ha preceduto non si poteva fare. Tutte le emergenze restano tali. Non dimentichiamoci che la ferita ambientale rappresentata da Fenice è ancora aperta e sanguinante. La vicenda Siderpotenza è tutt’altro che archiviata e le migliaia di potentini che abitano intorno alla ferriera ancora non sanno se le sostanze fuoriuscenti dai camini della fonderia sono pericolose o meno  per la salute, si attende da mesi il risultato dei monitoraggi affidati ad ARPA Puglia (pare che l’agenzia pugliese ritardi le analisi per problemi non dipendenti dalla loro volontà), analisi che devono chiarire se la diossina rilevata in quantità abnormi a dicembre 2013 s’è, come per magia, dissolta a gennaio 2014.

Alla luce degli eventi che hanno portato il Presidente Pittella a nominare ,l’ennesimo “esterno”, alla guida dell’ARPAB  si ha l’impressione che fra Regione Basilicata, in particolare il Dipartimento Ambiente guidato da Berlinguer, non ci sia stato il feeling giusto…… Berlinguer aveva, fra l’altro, pubblicamente garantito che avrebbe accelerato la posa delle apparecchiature ai camini della Siderpotenza che avrebbe consentito ad ARPAB di svolgere un monitoraggio più preciso e in continuo, promessa disattesa che induce la gente a criticare ARPAB. Viene il sospetto che quando il Direttore Vita mise la politica di fronte alle proprie responsabilità quando, alla fine dello scorso anno, rese noti i dati che certificavano la presenza di diossina in quantità pericolose per la salute qualcuno può non aver gradito. Già la diossina, dal Dipartimento Ambiente pochi anni fa affermarono che non la si “cercava” in Basilicata perché di sicuro non se ne produceva, negando di fatto una realtà tragicamente diversa; in una regione dove si autorizza Fenice a produrla concedendo una AIA contestata con molto ritardo, dove la Siderpotenza ha lavorato per anni con autorizzazioni provvisorie e senza mai effettuare controlli degni di questo nome, dove si autorizza a bruciare  rifiuti nei cementifici.

Ha ragione Vita quando afferma che è indispensabile un’ARPAB attrezzata per controllare tutte le minacce che su di noi incombono. Tanto per cominciare perché la Regione Basilicata non finanzia l’acquisto delle attrezzature per attivare il laboratorio per le analisi sulle diossine?

Per essere ancora più concreti si faccia tutto il possibile per rendere operativa e credibile l’ARPAB, impiegare le risorse pubbliche in maniera prevalente per le spese del personale è un’insulto all’intelligenza dei lucani.

 

 

 

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