Il mercato immobiliare a Potenza all’epoca dello spopolamento

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situazione immobiliare copia

La settimana scorsa l’ISTAT ha reso noti i dati della demografia in Italia riferita al 2019, la fotografia è sconfortante soprattutto per gli italiani del Sud, denatalità  e migrazione stanno spopolando l’Italia meridionale ed è proprio la Basilicata è la regione che si spopola più velocemente. Non fa eccezione il capoluogo di regione anche se i numeri assoluti potrebbero ingannare, infatti Potenza nel 2019 perde  442 abitanti rispetto al 2018 ma c’è da dire che alcuni potentini conservano la residenza pur non vivendo, di fatto, a Potenza.

natimorti

Il dato più allarmante è il bilancio demografico, quello riferito al numero dei nati e a quello dei decessi. In calo costante le nascite, nel raffronto con il 2010 sono nati 97 bambini in meno (427 nel 2019 contro i 524 del 2010), per quanto riguarda i decessi la situazione è ancora più tragica, in costante aumento il numero dei potentini che passa a miglior vita, nel 2010 morirono 592 potentini, lo scorso anno il numero dei decessi è arrivato a 723. Con questo trend, in costante crescita, è evidente che Potenza sarà abitata da una popolazione con una età media sempre più elevata. Si formano meno famiglie e fra gli effetti collaterali che si intrecciano con l’economia cittadina vi è  lo sconvolgimento del mercato immobiliare. Tutta questa premessa è servita ad introdurre alcune tematiche strettamente legate fra di loro: spopolamento, urbanistica, consumo del suolo, crisi economica.

Il Regolamento Urbanistico di Potenza che ha soppiantato il precedente strumento regolatorio, il Piano Regolatore Generale, dopo i primi 5 anni di vigenza andava rivisto soprattutto perché le previsioni sull’andamento demografico sono state clamorosamente smentite, si prevedeva che Potenza sarebbe potuta diventare città da 100.000 abitanti, dall’andamento decrescente dei residenti ed in questa ottica che bisogna rivedere le previsioni urbanistiche, puntare sulla riqualificazione dell’esistente ed evitare di sprecare inutilmente suolo per nuove costruzioni.

La presenza di migliaia di abitazioni sul mercato immobiliare deve far riflettere, a Potenza c’è ancora richiesta di abitazioni e gli acquirenti possono scegliere fra le tante nuove case che si immettono sul mercato, si tratta soprattutto di edilizia convenzionata, ed in effetti di cantieri aperti in città ce ne sono tanti. Costruiscono poco i costruttori privati perché subiscono la “concorrenza” dell’edilizia sociale o convenzionata in quanto agevolata nel pagare oneri di urbanizzazione minori. A “scombussolare” il mercato immobiliare c’è un contributo che la Regione Basilicata (variabile da 10.000 a 30.000 euro in base al reddito) eroga alle famiglie con determinati requisiti, circostanza, questa, che fa abbassare il costo delle abitazioni rendendolo, in pratica, uguale a quello delle vecchie abitazioni ristrutturate ma senza che esse siano antisismiche e di classe energetica pregiata. Quindi è normale la presenza sul mercato immobiliare di tantissime abitazioni vecchie il cui numero è destinato ad aumentare a causa del pessimo andamento demografico, basta dare un’occhiata alle tabelle allegate riferite alle nascite ed ai decessi. Da circa 10 anni il numero dei nati è in costante decrescita mentre quello dei morti ha andamento opposto, si formano sempre meno famiglie, chi decide di comprare casa preferisce comprarla nuova, grazie anche al contributo regionale e ai vari incentivi fiscali, per cui a Potenza ci ritroviamo con migliaia di abitazioni, la maggior parte delle quali costruite prima del terremoto del 1980, vuote che non trovano acquirenti, lo confermano le agenzie immobiliari della città che hanno nel loro portafoglio un numero esagerato di case che da anni non si riesce a vendere. Come uscire da questo impasse? Una soluzione potrebbe essere quella di “spostare” il contributo erogato dalla Regione Basilicata sulla ristrutturazione delle abitazioni veccie, chi decide di comprare casa sarebbe incentivato a scegliere una’abitazione da ristrutturare ed utilizzando anche altre forme di incentivi fiscali si ritroverebbe una casa come nuova ad un prezzo più contenuto, ciò favorirebbe l’utilizzo della manodopera locale per la ristrutturazione rianimando l’asfittico settore dell’edilizia.

 

 

 

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